I Misteri e le polemiche: il perché del decadimento della processione simbolo di Trapani

I Misteri e le polemiche: il perché del decadimento della processione simbolo di Trapani

Soffiano venti di burrasca sulla processione dei misteri di Trapani;l’associazione che cura il  Sacro gruppo “L’Ascesa al Calvario”, ovvero il gruppo più rappresentativo della processione trapanese, ha inviato pochi giorni fa una pec all’Unione Maestranze dichiarando la propria intenzione di dissociarsi dall’Associazione che dal 1974 cura l’organizzazione della processione del venerdì Santo.

Non si tratta di sicuro di un fulmine a ciel sereno, visto che era da mesi che circolavano voci nell’ambiente dei Misteri su di un’ipotetica uscita del gruppo del “popolo” dall’Unione Maestranze, i cui componenti hanno voluto attendere la chiusura del portone del Purgatorio per trasformare questa ipotesi in una decisione ferma,rendendo pubblica la loro intenzione.

I primi malumori erano sorti già a febbraio quando fu stilato il calendario delle “Scinnute” quaresimali che quest’anno in occasione del quinto venerdì di quaresima, che tradizionalmente (e non solo a Trapani) è sempre stato dedicato al gruppo de “L’Ascesa al Calvario”, fu deciso di effettuare una bizzarra “scinnuta” a quatto gruppi: un colpo alla storia dei riti quaresimali trapanesi già più volte colpita di anno in anno da decisioni altrettanto bizzarre da parte sia dei vertici dell’Unione Maestranze che dei singoli ceti.

Di certo, la fallimentare edizione della processione appena conclusasi, ha in un certo senso spinto i consoli del gruppo a “battere il ferro finché è caldo”, proprio in questi giorni in cui gran parte della cittadinanza trapanese ha criticato l’organizzazione della processione, mettendo anche in dubbio l’utilità dell’Unione Maestranze stessa che, negli ultimi vent’anni, ha dato più spazio alle novità, a discapito della storia e tradizione della secolare processione trapanese, dando inoltre più importanza alle diatribe personali tra i vari ceti, piuttosto che alla buona riuscita della processione.

In vent’anni è cambiato davvero tutto, proprio dal giorno in cui l’allora vescovo Miccichè congelò la Confraternita di San Michele che rappresentava il fulcro nonché l’origine della processione. Fatto sta che quando gli incappucciati della confraternita di San Michele non aprirono più la processione dei Misteri, a parte il primo periodo di indignazione generale, tutto rimase silente, con l’Unione Maestranze che non doveva più “subire” l’ingerenza della Confraternita di San Michele per l’organizzazione della processione, e così di anno in anno, tra una novità e un’altra, è iniziato un progressivo processo di decadimento generale della processione dei Misteri, una processione esteticamente bella nella sua imponenza, ma vuota di contenuti, e sopratutto saccheggiata nella sua identità.

Ad ogni modo la decisione del gruppo del popolo, non avrebbe senso se dietro la dissociazione non ci sia qualcosa di più concreto per il futuro prossimo, perché a questo punto molti si chiedono cosa succederà adesso. I risvolti sono molteplici: per assurdo altri gruppi potrebbero seguire il “popolo” e dissociarsi anch’essi dall’UM, oppure ci potrebbe essere un passo indietro da parte del gruppo “scissionista”. Inoltre adesso dovrebbe entrare il gioco il comune di Trapani e la Diocesi, considerando che l’Unione Maestranze risulta essere affidataria dei gruppi, poiché gli stessi appartengono all’intera cittadinanza. Ci si auspica che la diocesi potrebbe scongelare la Confraternita di San Michele che ritornerebbe protagonista alla pari dell’Unione Maestranze, ipotesi purtroppo molto remota.

Tutto ciò potrebbe rappresentare uno scossone per i silenti addetti ai lavori che in tutti questi anni non hanno mai preso posizione dinanzi a discutibili scelte dei vari consigli di amministrazione che si sono susseguiti nel corso del tempo e si potrebbe aprire una fase di riflessione e di confronto che coinvolga persone esterne all’Unione Maestranze, persone di cultura che sicuramente hanno una visione più completa (nonché una maggiore conoscenza storica) rispetto ai componenti dell’associazione presieduta da Giuseppe Lantillo; sembrerebbe però che l’Unione Maestranze ha dichiarato che “i panni sporchi si lavano a casa”, e quindi è chiaro che le conseguenze di questa burrasca rimangono per il momento incognite.

 

Pubblicato anche su tp24 il 25 Aprile 2019


Misteri 2019: che Disatro!

Misteri 2019: Che Disastro!

Si chiude in maniera disastrosa l’edizione 2019 della processione dei Misteri. Un famoso detto trapanese dice che “u pisce fete ‘ra testa”. Si era già capito ieri durante le prime fasi del percorso sul Corso Vittorio Emanuele che la processione era già partita male. Non c’è stata una sola cosa positiva in questa edizione: la piazza durante l’uscita era accessibile a pochi, lontana dalla gente per qualche inspiegabile disposizione, sfilacciamenti continui tra un gruppo e l’altro, spettatori stanchi lungo la strada, fase notturna che al contrario degli anni passati è stata anch’essa penalizzata, e infine un ritardo mostruoso della fase di entrata in cui il primo gruppo ha fatto il suo ingresso in chiesa dopo le 9.30, un po’ come è successo nell’edizione 2015, con la differenza che stavolta è stato tagliato il percorso finale da via Domenico Giglio senza passare da via turretta e via nunzio nasi. 

Le diatribe interne di alcuni gruppi sono state sicuramente le cause di questo ritardo(stessa situazione del 2015 ma con vertici diversi. 

Non c’è stata un’unica processione ma venti.  Pochi i gruppi che hanno mantenuto una certa compostezza e semplicità, come ad esempio gli ortolani, i metallurgici, i sarti e i pastai. Per il resto c’è stato davvero poco di bello. 

Siamo nel 2019 e sono passati vent’anni dall’ultima processione aperta dagli incappucciati della Confraternita di San Michele, che dava lustro, pathos e storia ai nostri Misteri. Altri tempi: quest’anno davanti il gonfalone dell’unione maestranze c’era la polizia; un’inspiegabile spiegamento delle forze dell’ordine quasi in assetto anti sommossa: eppure si trattava soltanto di una processione. 

Che dire di più se non rimarcare concetti espressi più volte nel corso di questi anni?  È indubbio che l’Unione Maestranze dell’accoppiata Lantillo-D’Aleo deve senza se e senza ma, chiedere scusa ai trapanesi per questa processione vergognosamente disastrosa nell’anno più buio per la città di Trapani, dove si parla di turismo e dove non si è capaci di valorizzare i nostri tesori. E quale tesoro più prezioso oltre alla processione dei Misteri? Non abbiamo da offrire altro oltre a questa secolare processione, mortificata dagli stessi custodi della tradizione che ancora una volta non riescono a mantenere l’unità e non riescono a gestire questa processione. 

Siamo giunti dunque al punto di non ritorno e bisogna fare delle scelte per cercare di recuperare l’irrecuperabile. Peccato che poi come succede sempre in questa città e sopratutto quando si parla di Misteri, tra qualche giorno molti dimenticheranno tutto ciò e ci ritroveremo a parlare degli stessi errori di sempre negli anni a venire. 

Ultima nota (ironica): Addolorata batte fruttivendoli 13 stendardi a 10. 

Da Trapani è tutto: appuntamento al 10 Aprile 2020. 


Tra consigli e divieti domani è il giorno dei Misteri

Tra consigli e divieti, domani è il giorno dei Misteri

Concluse le processioni delle due Pietà, adesso è il turno della processione dei Misteri. Oggi la chiesa del Purgatorio si trasformerà in un vero e proprio cantiere vivente in occasione della vestizione dei Sacri Gruppi e domani dopo un’attesa lunga un anno, i misteri percorreranno le strade della città per scrivere l’ennesima pagina di storia….sempre più monca della propria identità.

E come vuole la storia, anche quest’anno non mancano le polemiche. È di qualche giorno fa la notizia che la questura ha espressamente vietato le tradizionali “vutate” per motivi di pubblica sicurezza. È stato un fulmine a ciel sereno visto che ha scatenato parecchie reazioni nell’ambiente dei misteri, i cui componenti hanno manifestato il loro dissenso in nome della tradizione. Sono gli stessi che poche settimane fa, parlando di scinnute, erano i primi a difendere la necessità di un rinnovamento e la non obbligatorietà di lasciare ferme determinate tradizioni.

L’unione maestranze, a fronte del divieto ordinato dalla questura, ha dichiarato che tutti i ceti si atterranno alle regole imposte, eliminando anche se a malincuore, le girate dei gruppi in processione.

Ph Candore

Anche le processioni delle due Pietà si sono dovuti attenere a questa imposizione della questura. Di fatto è cambiato poco; mentre prima facevano le battute musicate in determinati punti del percorso girando la vara verso “l’obiettivo”, adesso hanno fatto le battute musicate negli stessi punti, ma SENZA girare la vara. L’ordinanza della Questura a quanto pare escludeva le sedi associative, ma va sottolineato che la composta e ordinata processione della Pietà dei Massari, non ha fatto girate verso le sedi delle altre associazioni componenti l’Unione Maestranze, al contrario della processione della Pietà del popolo che invece non ha rinunciato alla “vutata” davanti ad alcune sedi.

Nonostante ciò, il mondo dei Misteri pur accusando il colpo, ha reclamato l’importanza della “vutata” da un punto di vista tradizionale.

È vero che le “vutate” hanno rappresentato per secoli una componente intrinseca della processione, ma è pur vero che la vutata col passare degli anni è stata totalmente stravolta. Originariamente era una cosa che durava pochi istanti, mentre negli ultimi anni si era trasformata in intere ed estenuanti battute di 8-15 minuti( a volte anche di più); i destinatari erano attività commerciali, case di consoli, sedi dei ceti, e anche persone comuni a fronte di un’offerta.

Personalmente non ho mai apprezzato le “vutate” davanti le sedi associative, poiché le ho sempre ritenute una stupidata, sopratutto quando l’esasperazione dei portatori facevano arrivare le aste quasi dentro le entrate delle suddette sedi, e quindi a mio avviso avrei vietato maggiormente le battute davanti le sedi piuttosto che le tradizionali “vutate” di pochi istanti.

Qualche mese fa il Vescovo Fragnelli aveva dettato le linee guida per le processioni, dove consigliava di limitare le girate per evitare fraintendimenti con gli inchini. Lunedì pomeriggio un comunicato della Diocesi ribadiva ancora una volta questo “invito” e in serata invece è arrivato il divieto da parte del questore.

Da un punto di vista religioso è indubbio che non dovrebbero essere le immagini Sacre ad andare incontro alla gente ma viceversa, e su questo non ci piove; ad esempio il simulacro “Gesù nell’urna” a cura dei pastai, non ha mai fatto “vutate” a nessuno, almeno a mia memoria, nemmeno quando i predecessori di Fragnelli si affacciavano al balcone e apprezzavano quando i Sacri Gruppi si giravano verso di loro.

Da un punto di vista tradizionale invece, si può affermare che la “vutata” è sempre stata una componente, seppur travisata nel tempo, della processione.

Diciamo la verità: le vutate della processione dei misteri non hanno niente a che vedere con gli inchini mafiosi, e questa imposizione è fuori luogo soltanto per questo accostamento improprio; per il resto diciamo che in un certo senso, i componenti dell’Unione Maestranze se la sono cercata, subendo ancora una volta una potatura di un qualcosa che appartiene alla tradizione della processione dei Misteri. Il troppo, stroppia sempre e in questo caso, l’Unione Maestranze non è stata capace di frenare le esagerazioni del passato.

Alla luce di ció, e considerando le altre tradizioni perse per strada negli anni ( imposte dagli altri o volute dagli  addetti ai lavori), bisogna a questo punto valutare l’utilità dell’Unione Maestranze, il cui fine dovrebbe essere quello di custodire le tradizioni e invece ogni anno, l’esasperata ricerca della novità, la non conoscenza della storia, la noncuranza, e la voglia di apparire di certuni, hanno portato a perdere totalmente l’identità di questa processione.

Il divieto alle “vutate” protrebbe aprire le porte a tanti e tanti altri ulteriori divieti, ai quali l’Unione Maestranze sarà incapace di reagire poiché in tutti questi anni ha dimostrato di non essere capace di mantenere le tradizioni ma di perderle o di stravolgerle, se non addirittura di introdurre nuove bizzarri riti che agli occhi delle nuove generazioni appaiono come un qualcosa di importante, mentre basterebbe leggere un po’ di storia dei Misteri per capire quanto siano bislacche certe “genialate” da parte di alcuni addetti ai lavori. Eppure ci ritroviamo ogni anno a chiederci quali altre novità i “custodi della tradizione” si inventeranno; nel frattempo la Confraternita di San Michele rimane sempre congelata, le bande rimangono sempre dietro al gruppo e non davanti come succedeva prima, la teatralità di molti addetti ai lavori in termini esibizionistici ha soppiantato la teatralità scenica dei Sacri Gruppi da un punto di vista artistico, anche gli sponsor adesso sono una parte integrante della processione(basta guardare il brutto manifesto della Settimana Santa di quest’anno),  e così via (si potrebbe continuare ad libitum).

Ad ogni modo oggi sarà la giornata in cui l’attesa per la processione di domani sarà predominante di fronte a  qualsiasi polemica. Soltanto sabato si potranno tirare le somme e giudicare l’edizione 2019 dei Misteri, in attesa di un domani un po’ più florido, anche se il futuro di questa processione è già abbastanza buio.

 

Francesco Genovese


Prende il via la Settimana Santa trapanese - 2019

Prende il via la Settimana Santa trapanese

Conclusi i riti quaresimali delle scinnute, Trapani è pronta per rivivere i tanto attesi riti della Settimana Santa.

Oggi pomeriggio nella chiesa del Purgatorio si effettueranno gli spostamenti dei Sacri Gruppi in vista della prossime processioni per entrare nel vivo di una serie di appuntamenti irrinunciabili per il trapanese verace, in un contesto fatto di suoni, colori, odori e… polemiche(che se costruttive, non guastano mai, considerando certi atteggiamenti).

Le Scinnute appena concluse sono state senza dubbio le peggiori dal punto di vista storico con 17 gruppi su 20, senza nessuna logica e senza tener conto della differenza tra i misteri che rappresentano la passione e quelli che rappresentano la morte. D’altra parte già dai manifesti che sono stati realizzati qualche mese fa sulle scinnute, l’Unione Maestranze ha scelto di mettere in primo piano i ceti rispetto ai gruppi, a rimarcare ancora una volta che il rito della scinnuta lo hanno trasformato in una mera parata di uomini; tutto il resto non conta!

Ma torniamo ai riti della Settimana Santa; come ormai succede da 39 anni, a Buseto Palizzolo oggi ci sarà la processione dei misteri viventi a partire dalle 17.

Sempre oggi pomeriggio a Trapani si svolgerà la sfilata dei ceti ( non tutti ma quasi) per le vie del centro storico; una parata che si svolge da qualche anno con gonfaloni e banda, che impropriamente viene chiamata “Apertura della Settimana Santa”.

Mi dispiace per l’ideatore di questa sfilata per i relativi partecipanti, ma a Trapani, la Settimana Santa inizia martedi alle 16:00 quando con le note della marcia “Pensiero”, la Sacra Icona della Pietà dei Massari varcherà  il portone della chiesa del Purgatorio e iniziare la sua antica processione per le vie del centro storico.

La Madre Pietà dei Massari, è un antico quadro incastonato su di una vara neoclassica, la cui processione è curata dagli “Eredi facchini di piano San Rocco”, cinque famiglie che risultano essere la prosecuzione generazionale di antichissima devozione che vedeva i propri antenati curare questa processione che aveva una connotazione “rionale”, visto che si svolgeva principalmente nelle zone limitrofe al piano San Rocco.

Ai giorni nostri la processione ha una connotazione decisamente più ampia visto il grande seguito di popolo che assedia il centro storico durante tutto il percorso. Si tratta di uomini, donne e bambini che in questi giorni di processioni non vogliono assolutamente perdere nemmeno un attimo di tutto ciò che rappresenta il ripetersi di antiche usanze e tradizioni, anche se non si può sottovalutare la perdita di semplicità che la processione ha subìto nel corso degli anni.

Si prosegue poi Mercoledì Santo con un’altra emozionante processione, ovvero quella della Madre Pietà del popolo che ha un’altissima connotazione popolare, ed un tempo aveva probabilmente un seguito maggiore rispetto alla processione della Pietà dei Massari.  Il quadro della Pietà del popolo risalente intorno al 1600, è incastonato dentro una vara in stile barocco, il cui volto dell’Addolorata ha dei lineamenti dolci ed espressivi.

Fino a qualche anno fa percorreva ad anni alterni anche la zona di Via Virgilio nelle adiacenze dello “scaro”, e fortunatamente adesso questa “usanza” è stata abolita e la sua processione è racchiusa totalmente al centro.

Il culmine storico della processione della Pietà del popolo è rappresentato dal tradizionale scambio del cero, non appena la Sacra icona passerà dinanzi la cappella di Piazza Lucatelli in cui la Pietà dei Massari è rimasta vegliata tutta la notte.

Lo scambio del cero è un rito rievocativo legato alla pace suggellata nel 1885 dai facchini di piano San Rocco(i cui eredi(o parte di essi), oggi curano la processione della Pietà dei Massari) e la compagnia di Sant’Anna che fino alla fine del 1800 curava la processione della Pietà del popolo, attualmente gestita dai fruttivendoli. Secondo tradizione, la Pietà del popolo dovrebbe essere portata in spalla da alcuni componenti dei massari, annacata davanti la cappella dove avviene lo scambio di un cero tra due rappresentanti delle due processioni.

La Pietà del popolo, rientrerà nella chiesa del Purgatorio intorno alle 22.30 del mercoledì, e subito dopo dalla cappella di Piazza Lucatelli, anche la Pietà dei massari inizierà il suo percorso di rientro in chiesa: ancora annacate, ancora marce funebri a ripetere piccole usanze e tradizioni lungo il tragitto e poi l’entrata nella chiesa del Purgatorio prevista intorno alle ore 00.30.

Per quanto riguarda tutto ciò che avviene dentro le chiese, lunedì 15 (domani) alle 19 in Cattedrale ci sarà la Santa Messa del Crisma, che fino a qualche anno fa si svolgeva il giovedì Santo mattina.

Giovedì Santo alle 17 ci sarà la celebrazione eucaristica “In Coena domini” in Cattedrale presieduta dal vescovo Fragnelli e dalle 20.30 in tutte le parrocchie ci sará l’adorazione degli altari della reposizione fino a mezzanotte.

Venerdì Santo alle 12 si svolgerà l’antico rito della discesa dalla croce nella chiesa di San Nicola, e al termine del quale, alle 14 inizierà la processione dei misteri dalla chiesa del Purgatorio: ma di questo ne parleremo nel prossimo pezzo.


Stabat Mater - Chiesa di San Pietro

Stabat Mater di Pergolesi nella Chiesa di San Pietro a Trapani

Sabato 13 Aprile alle 21
per la Seconda Rassegna Organistica “Francesco La Grassa”
presso la chiesa di San Pietro – Organo Francesco La Grassa

Stabat Mater
per soprano, contralto, archi e basso continuo
Trascrizione per l’organo Francesco La Grassa a cura di Luigi Vincenzo

Nicoletta Guarasci Soprano
Roberta Caly Contralto

Luigi Vincenzo, Carmen Pellegrino, Elide d’Atri Organisti

Direzione Artistica: Elide d’Atri e Carmen Pellegrino

Ingresso Libero


Al via le Scinnute dei Misteri

Al via le Scinnute dei Misteri


Prendono il via venerdì pomeriggio le tradizionali scinnute quaresimali dei Misteri, ovvero il periodo che precede la tanto attesa processione del venerdì Santo che quest’anno si terrà il 19 aprile.

Il programma di quest’anno è senza dubbio il peggiore della storia considerando che i gruppi a partecipare saranno ben 17, contro i sei previsti dal rito originario che nel corso degli anni è stato totalmente stravolto dall’unione maestranze.

Ad aggiungersi a questo programma bislacco, il fatto che nel manifesto realizzato per le Scinnute,sono stati inseriti i nomi dei ceti anzichè il nome dei gruppi. Secondo alcuni addetti ai lavori si dice che si sia trattato di un errore non voluto; ci è lecito pensare che non sia così e che invece si sia voluto rimarcare la predominanza delle maestranze(e di chi ne fa parte) rispetto ai Sacri Gruppi; il processo di distruzione delle Scinnute, è arrivato dunque alla fine. 

La storia ci dirà che le scelte scellerate di questi fantomatici custodi della tradizione hanno dato quest’anno il colpo di grazia ad un rito secolare che di anno in anno, tra una novità e l’altra, tra un’aggiunta di un gruppo ad un altro, ha sicuramente perso il senso originario.

Probabilmente l’origine di questo processo di distruzione risale a quando anni fa fu introdotta la prima Scinnuta con quattro gruppi( che dallo scorso anno sono divenuti 5), e via via le altre scinnute a 2… ma fino a due anni fa quanto meno, le ultime due scinnute, ovvero l’Ascesa al Calvario e l’Addolorata, mantenevano inalterato quel poco di senso che era rimasto da questo rito.

L’anno scorso quindi, anche la scinnuta dell’Addolorata fu fatta affiancare dal trasporto al sepolcro ed infine quest’anno, la scinnuta dell’ascesa al calvario, sarà composta da ben quattro gruppi; dunque quella che fino allo scorso anno rappresentava l’unica scinnuta a rispettare la tradizione, si trasformerà in una mera parata di gruppi come negli altri appuntamenti quaresimali. A tal proposito, sembra che ci sia stato un accordo interno all’Unione Maestranze affinché dal prossimo anno in poi, la quinta scinnuta sarà di esclusiva prerogativa del gruppo “L’Ascesa al Calvario”. Per quest’anno però la frittata è fatta, e non è detto che questo accordo sugli anni futuri sia proprio un dogma, perché potrebbe essere stato fatto solo per tenere a bada i consoli che curano la processione dell’Ascesa al Calvario e che avevano storto il naso di fronte alla decisione di affiancare al proprio gruppo, altri tre gruppi per la quinta scinnuta.

Aldilà di questo, i custodi della tradizione dimenticano(o vogliono dimenticare) che nell’originario rito delle Scinnute, i gruppi che ne prendevano parte rappresentavano la passione di Gesù Cristo e non la morte. In questo modo, così come già successo lo scorso anno, e anche di recente(nel 2001 e nel 2002), la morte di Cristo viene in un certo senso anticipata.

Anche il clima all’interno dell’Unione Maestranze non è dei migliori, anche se apparentemente sembra tutto tranquillo: il direttivo dell’Unione Maestranze presieduto da Giuseppe Lantillo, tramite i canali social ha più volte affermato di vivere un clima disteso rispetto agli anni passati, tutto nel segno del dialogo e del “volemose bene”. Sarà davvero così? Oppure le solite ripicche e rancori tra i ceti stanno vivendo soltanto un momentaneo letargo in attesa di far riaffiorare le polemiche di sempre alla prima occasione?

Al momento non ci rimane che attendere il Venerdì Santo, innanzitutto per vedere quali altre novità i custodi della tradizione ci riserveranno, visto che a colpi di novità, anche la processione dei Misteri sta subendo un progressivo scadimento sempre più tangibile.

 

LEGGI IL PROGRAMMA DELLE SCINNUTE 2019


Misteri di Trapani: nel 2019 torna la via Fardella

Misteri di Trapani: nel 2019 torna la via Fardella


Mancano pochi giorni alla fine dell’anno e in città si ricomincia a parlare di processione dei Misteri in vista del venerdì Santo 2019.

È notizia di pochi giorni fa la decisione di reintrodurre la via Fardella nel percorso in maniera persistente, abolendo di fatto l’alternanza decisa nel 2011 tra i percorsi incentrati nel solo centro storico e quelli che comprendono la lunga arteria cittadina che fu introdotta nel percorso della processione dei Misteri per la prima volta nel 1947. Tale decisione è stata approvata nel corso dell’assemblea dell’unione maestranze tenutasi lo scorso 21 ottobre, dopo una lunga serie di incontri tra il neopresidente Giuseppe Lantillo e i ceti; il fine di questi incontri era quello di instaurare un dialogo continuo con tutti i gruppi per mettere da parte ogni tipo di divergenza.

Leggi la versione del pezzo pubblicato su “Extra” di Dic 2018

Che dire, ci si aspettava qualcosa di più dal risultato di questi incontri, sopratutto perché la prima vera decisione di questo nuovo consiglio di amministrazione,  è stata quella di mettere mano all’ultimo dei veri problemi che soffre questa processione. Tanti i punti che necessitano di maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori, a cominciare dal contenuto, ovvero la perdita della vera identità della processione dei misteri, soffocata da pomposità eccessive a discapito della semplicità, così come questa fastidiosa e continua ricerca delle novità da parte dei singoli ceti, trasformando di fatto questa processione in una mera parata o sfilata, tra addetti ai lavori che sfoggiano vistosi e baggiani cordoni al collo quasi a distinguersi da coloro che scelgono invece la sobrietà. Non parliamo poi delle fastidiose lungaggini della fase di uscita fatta di “panze parate” e minuti di raccoglimento diventati ormai una moda.

Ecco, se proprio dobbiamo parlare di ritorno al passato(così come è stato detto da alcuni addetti ai lavori), bisogna in primis riportare decoro a questa processione rispettando la storia,  visto che si tratta del fattore più penalizzato dalle svariate scelte strampalate prese nel corso degli anni dall’unione maestranze. Non bisogna andare poi tanto lontano nel tempo per ricordarci di aver assistito a processioni più snelle e sobrie rispetto agli ultimi anni, con le bande(anch’esse ridimensionate) che precedevano il gruppo dandone la giusta importanza teatrale, e i Misteri che in poco più di due ore riuscivano ad uscire dalla chiesa del Purgatorio il venerdì Santo, avendo più tempo per attraversare le strade cittadine.

Anche le “battute” davanti le case dei consoli, sedi dei ceti e attività erano più ridimensionate o quantomeno si limitavano a delle semplici “vutate” di pochi istanti rispetto alle stancanti teatralità a cui assistiamo ai giorni nostri. Inoltre la processione di oggi, come ormai da quasi 20 anni è monca perché non ci sono più gli incappucciati della Confraternita di San Michele ad aprire il corteo. Perché non valutare l’ipotesi di reintrodurli anche per una semplice rievocazione storica? D’altra parte questa processione e l’intera cittadinanza devono molto alla Confraternita di San Michele, la cui presenza in processione è stata “congelata” dall’allora Vescovo Francesco Miccichè.

Nessun preconcetto nei confronti del nuovo consiglio di amministrazione dell’Unione Maestranze presieduto da Giuseppe Lantillo, ma soltanto dei consigli per tornare a dare lustro a questa processione, dove la pomposità non è sinonimo di bellezza e dove le novità non hanno nulla a che vedere con storia e tradizione.

Il nostro auspicio è quello di poter assistere nuovamente ad una processione degna di chiamarsi tale, lontano dalle beghe da cortile interne all’Unione Maestranze che puntualmente avvelenano il clima del venerdì Santo, ostacolandone la buona riuscita(un po’ come è successo negli ultimi anni).

Per il resto, anche una processione che passa da Via Fardella, può anche essere una buona processione, purché non si perda dietro ai ben noti atteggiamenti da sfilata da parte di alcuni addetti ai lavori, anche se è indubbio che il fascino dei Misteri di Trapani al centro storico, è tutta un’altra cosa.

Francesco Genovese


Unione Maestranze: il messaggio di saluto ai consoli del presidente uscente Vito Dolce

Il 31maggio 2018, si è conclusa l’esperienza di questo Consiglio di Amministrazione impegnato, in questi anni, nel cercare di portare avanti nel miglior modo possibile tutte le iniziative volte alla organizzazione della Settimana Santa, evento per la nostra Città di Trapani carico di Fede, cultura e tradizione

Corre l’obbligo a questo punto di fare un resoconto di ciò che con molti sacrifici e, certamente, con notevole impegno questo Consiglio è riuscito a realizzare.

L’Unione, Associazione fondata come Voi ben sapete da 22 Capi Console, spesso in questi anni ha mostrato tutte le sue debolezze causate delle lotte intestine, portate avanti per il piacere di essere i bastian contrari della situazione, per la presunzione della grandezza del proprio sapere, senza mai mostrare un minimo di capacità di analisi e di approfondimento che, con serenità e serietà, guardasse alle vicende che hanno interessato la vita associativa.

Spesso ci siamo trovati a fronteggiare prese di posizione incomprensibili, ingiustificate, inadeguate, irresponsabili, frutto esclusivamente della effimera sete di potere che alberga in alcuni, ormai arcinoti, che tentano di portare avanti una sorta di assalto alla diligenza fine a se stesso.

Tutto questo per il solo piacere di essere i servi sciocchi di qualcuno assecondandone   iniziative strategiche che appaiono prive di senso per chi ne ha compreso la tattica e ignote agli altri.

Tutto questo assume aspetti grotteschi se consideriamo che lo scopo unico e  essenziale dell’Unione  è costituito dall’organizzazione e dal coordinamento delle attività della Settimana Santa in Città.

Ho avuto l’onore di partecipare con il mio Gruppo di appartenenza, sin dal lontano 1980, alle riunioni di Assemblea dell’Unione, composta come adesso da 22 Capi Console, anche loro caratterizzati, come oggi, da estrazioni culturali e sociali diverse e estremamente variegate.

Differenza sostanziale: allora c’era la consapevolezza del ruolo dell’Unione, oggi esiste la consapevolezza dell’esigenza di apparire, di sentirsi importanti, di sentirsi protagonisti assoluti attraverso il gruppo; oggi predomina il narcisismo!

Si inventano iniziative vuote,  sterili, poiché prive di significato storico e culturale, ma utili per diventare attori protagonisti e sfruttare sistemi di raccolta di risorse inusuali per una Processione che da secoli si è fatta forte dell’appartenenza alla Maestranza di ogni Gruppo che, nella buona e nella cattiva sorte, ha sempre fatto fronte alle normali esigenze di gestione.

Oggi le risorse delle Maestranze sono diventate insufficienti per far sì che il Venerdì Santo si possa sfilare abbigliati con giubbotti, stemmi, cravatte con fregi, paramenti, bastoni, cordoni di varie dimensioni e colori che scimmiottano riti o processioni di altre realtà: tutto ciò avviene sconfessando totalmente le disposizioni contenute negli atti di affidamento originale dei Sacri Gruppi.

Questi “originali” comportamenti, partoriti da qualche buontempone, che, ribadisco, sono scopiazzati da altri riti, nulla hanno a che vedere con la nostra antica tradizione di fare la Processione.

Mi chiedo dove sia finita la Fede Popolare, il senso di appartenenza alle Maestranze!!

E, alla luce di quanto l’Assemblea sovrana ha stabilito approvando a sacco le cosidette affinità, mi chiedo dove finiranno a breve le Maestranze il cui ruolo e rango è stato svenduto, ridicolizzato e svilito per cedere alle mire di qualche amico/a particolarmente sodale e adeguatamente cordonato!

Faccio ammenda; dimenticavo che i tempi sono cambiati, ci siamo evoluti e pertanto l’evoluzione consente di fare tutte le castronerie che la fantasiosa mente umana può partorire, con una differenza sostanziale: oggi tali splendide iniziative assumono la definizione di “Progetti”.

Queste sono le riflessioni di chi ha sempre pensato ad una Processione UNICA e UNITA dove protagonista è il Cristo e non noi!

E’ legittimo che tra i Gruppi ci sia la volontà di offrire il meglio e il massimo possibile e, se ciò è impostato nel rispetto degli altri, diventa ottimo stimolo per fare bene, ma non bisogna dimenticare che, senza i cosidetti vecchi che hanno tramandato preziosi patrimoni di serietà e correttezza, oggi non potremmo parlare che del nulla, altro che innovazioni, progetti e largo ai giovani che stanno mostrando una spregiudicatezza inimmaginabile fino a qualche anno fa.

Passando ora all’esame delle realizzazioni di questo C.D.A., va detto innanzitutto che ci si era prefisso come primo obiettivo il massimo rispetto verso tutti i Sigg. Soci anche se, pare, ciò spesso non sia stato compreso.

Abbiamo amministrato all’insegna del risparmio e della correttezza nell’interesse esclusivo degli Associati; abbiamo ottenuto dal Libero Consorzio dei Comuni la nuova sede con risparmio notevole di costi; sono stati tagliati tutti quelli relativi alla gestione, cercando di mantenere solo quelli indispensabili e riducendo anche questi ultimi; abbiamo attivato con Istituti scolastici, sempre a costo zero, progetti per offrire ai turisti presenti in città le corrette informazioni nelle varie lingue; abbiamo collaborato con gli Amici del Museo per la formazione degli alunni più piccoli per poterli avvicinare alla Processione; abbiamo continuato e intensificato i rapporti con la Real Maestranza di Caltanissetta; abbiamo avuto l’onore di far realizzare servizi sulla Processione dalle reti nazionali e regionali che hanno utilizzato strumenti di comunicazione digitale e satellitare che hanno dato alla manifestazione rilevanza mondiale; abbiamo, infine, avviato concretamente l’iter per creare il Museo permanente degli argenti presso nuovi locali che saranno assegnati all’Unione e abbiamo dialogato in maniera costruttiva con gli enti del territorio insieme con il Libero Consorzio dei Comuni e il Polo Museale.

Con grande soddisfazione vi comunico che l’Assessore Regionale Tusa ha sposato con entusiasmo l’idea apprezzandone l’elevato livello culturale e artistico in virtù del quale si sta adoperando per la redazione della delibera necessaria alla realizzazione del progetto.

Queste attività, anche se possono apparire striminzite, hanno certamente contribuito a girare pagina rispetto al modo di gestire di qualche tempo fa.

Certo non sono grandi cose, noi non abbiamo trovato le svariate centinaia di migliaia di euro di contributi, già accantonati e disponibili, da sbandierare in lungo e in largo ad ogni favorevole occasione, sono però piccole cose che hanno aiutato l’Unione a crescere senza sprechi cercando, al contempo, di redistribuire sempre il massimo delle risorse disponibili ai Gruppi associati permettendo a chi ci succederà di avere a disposizione strumenti seri per crescere e non esclusivamente rivolti all’apparire strumentalizzando iniziative fumose, stravaganti e fantasiose.

Di queste attività e di tutta la fatica profusa nell’organizzazione delle varie edizioni della Settimana Santa in questi anni è, da parte mia, doveroso ringraziare con tutto il mio più vivo senso di gratitudine Antonio GALIA; l’ho voluto chiamare con il suo nome per il rapporto personale che a lui mi lega e perché Antonio non è il Segretario, ma la persona senza la quale questa Unione non avrebbe futuro.

Ringrazio tutti i componenti del C.D.A., dal primo all’ultimo Consigliere, per la correttezza e la disponibilità che hanno sempre mostrato senza secondi fini, affrontando qualsiasi argomento con serenità e pacatezza, ricercando l’unità dell’Assemblea; tra questi ringrazio particolarmente Nicola Nola che mi ha consentito di dormire sonni tranquilli per la puntualità, la precisione e l’onestà con cui ha ricoperto il delicatissimo ruolo di Tesoriere.

Devo doverosamente e in particolare ringraziare tutti voi cari Capi Console perché, avendo avuto l’onore di essere stato il vostro Presidente, ho ricevuto il dono di conoscervi ancora meglio tutti; pertanto avete contribuito all’arricchimento delle mie esperienze di vita.

Ho conosciuto i vostri pregi, i vostri difetti, le vostre fragilità, i vostri modi di vita e le vostre ambizioni, il desiderio, a volte incontrollato, di alcuni di voi di apparire di essere presenti, di esserci anche nel rappresentare il…..niente!

Vedete, le esperienze nella vita sono fondamentali perché consentono l’arricchimento personale e offrono la possibilità, se ci si riesce, di lasciare un segno del nostro passaggio su questa terra; certo, alcuni riescono a lasciare solo il nulla, ma vanno accettati così come sono comprendendoli nei loro umani limiti.

Ognuno di noi ha la sua storia; saremo mai capace di lasciare un segno oppure no? Ai posteri l’ardua sentenza!

A riprova di ciò vi chiedo chi potrà mai dimenticare persone come Bosco, Impellizzeri, Pace, Savona, Conticello, De Martino, Garuccio, D’Angelo, Di Maggio, Culcasi, Lantillo, Anastasi, Gramignano, Romeo, Bellomo che  hanno  fatto la storia di questa Associazione?

Quanti invece sono passati inosservati come miraggi scomparsi nel ricordo di tutti che spesso non ne rammentano neppure il nome!

Devo dirvi con grande serenità che oggi nutro un grande senso di liberazione: certamente lo proveranno anche alcuni di voi. Oggi, giornata di fine mandato, desidero rientrare all’interno del mio Gruppo e vi confesso che con il cuore non me ne sono mai allontanato.

Sono abituato a credere nelle cose che faccio e a metterci la faccia; considerato che non credo più in alcuni comportamenti e non voglio fingere, come detto, rientro nel mio Gruppo per continuare, come sempre ho fatto, a dare il mio modesto contributo senza ricerca di galloni ma con la consapevolezza che potrò ritrovare tutta la mia passione avendo nuovi stimoli.

Pertanto, nel giorno della mia liberazione, vi confesso che avrei voluto andare via prima e avrei voluto e potuto farlo ma il senso di responsabilità, nonostante tutto, me lo ha impedito.

Lascio a voi Moderni Innovatori, ideatori di sogni e progetti, la responsabilità di non completare la distruzione, avviata, di 406 anni di storia, amore vero e Fede verso LA PROCESSIONE riconoscendo però che ciò sarà molto difficile: ci siete già molto vicini!

Vito Dolce