Unione Maestranze: il messaggio di saluto ai consoli del presidente uscente Vito Dolce

Il 31maggio 2018, si è conclusa l’esperienza di questo Consiglio di Amministrazione impegnato, in questi anni, nel cercare di portare avanti nel miglior modo possibile tutte le iniziative volte alla organizzazione della Settimana Santa, evento per la nostra Città di Trapani carico di Fede, cultura e tradizione

Corre l’obbligo a questo punto di fare un resoconto di ciò che con molti sacrifici e, certamente, con notevole impegno questo Consiglio è riuscito a realizzare.

L’Unione, Associazione fondata come Voi ben sapete da 22 Capi Console, spesso in questi anni ha mostrato tutte le sue debolezze causate delle lotte intestine, portate avanti per il piacere di essere i bastian contrari della situazione, per la presunzione della grandezza del proprio sapere, senza mai mostrare un minimo di capacità di analisi e di approfondimento che, con serenità e serietà, guardasse alle vicende che hanno interessato la vita associativa.

Spesso ci siamo trovati a fronteggiare prese di posizione incomprensibili, ingiustificate, inadeguate, irresponsabili, frutto esclusivamente della effimera sete di potere che alberga in alcuni, ormai arcinoti, che tentano di portare avanti una sorta di assalto alla diligenza fine a se stesso.

Tutto questo per il solo piacere di essere i servi sciocchi di qualcuno assecondandone   iniziative strategiche che appaiono prive di senso per chi ne ha compreso la tattica e ignote agli altri.

Tutto questo assume aspetti grotteschi se consideriamo che lo scopo unico e  essenziale dell’Unione  è costituito dall’organizzazione e dal coordinamento delle attività della Settimana Santa in Città.

Ho avuto l’onore di partecipare con il mio Gruppo di appartenenza, sin dal lontano 1980, alle riunioni di Assemblea dell’Unione, composta come adesso da 22 Capi Console, anche loro caratterizzati, come oggi, da estrazioni culturali e sociali diverse e estremamente variegate.

Differenza sostanziale: allora c’era la consapevolezza del ruolo dell’Unione, oggi esiste la consapevolezza dell’esigenza di apparire, di sentirsi importanti, di sentirsi protagonisti assoluti attraverso il gruppo; oggi predomina il narcisismo!

Si inventano iniziative vuote,  sterili, poiché prive di significato storico e culturale, ma utili per diventare attori protagonisti e sfruttare sistemi di raccolta di risorse inusuali per una Processione che da secoli si è fatta forte dell’appartenenza alla Maestranza di ogni Gruppo che, nella buona e nella cattiva sorte, ha sempre fatto fronte alle normali esigenze di gestione.

Oggi le risorse delle Maestranze sono diventate insufficienti per far sì che il Venerdì Santo si possa sfilare abbigliati con giubbotti, stemmi, cravatte con fregi, paramenti, bastoni, cordoni di varie dimensioni e colori che scimmiottano riti o processioni di altre realtà: tutto ciò avviene sconfessando totalmente le disposizioni contenute negli atti di affidamento originale dei Sacri Gruppi.

Questi “originali” comportamenti, partoriti da qualche buontempone, che, ribadisco, sono scopiazzati da altri riti, nulla hanno a che vedere con la nostra antica tradizione di fare la Processione.

Mi chiedo dove sia finita la Fede Popolare, il senso di appartenenza alle Maestranze!!

E, alla luce di quanto l’Assemblea sovrana ha stabilito approvando a sacco le cosidette affinità, mi chiedo dove finiranno a breve le Maestranze il cui ruolo e rango è stato svenduto, ridicolizzato e svilito per cedere alle mire di qualche amico/a particolarmente sodale e adeguatamente cordonato!

Faccio ammenda; dimenticavo che i tempi sono cambiati, ci siamo evoluti e pertanto l’evoluzione consente di fare tutte le castronerie che la fantasiosa mente umana può partorire, con una differenza sostanziale: oggi tali splendide iniziative assumono la definizione di “Progetti”.

Queste sono le riflessioni di chi ha sempre pensato ad una Processione UNICA e UNITA dove protagonista è il Cristo e non noi!

E’ legittimo che tra i Gruppi ci sia la volontà di offrire il meglio e il massimo possibile e, se ciò è impostato nel rispetto degli altri, diventa ottimo stimolo per fare bene, ma non bisogna dimenticare che, senza i cosidetti vecchi che hanno tramandato preziosi patrimoni di serietà e correttezza, oggi non potremmo parlare che del nulla, altro che innovazioni, progetti e largo ai giovani che stanno mostrando una spregiudicatezza inimmaginabile fino a qualche anno fa.

Passando ora all’esame delle realizzazioni di questo C.D.A., va detto innanzitutto che ci si era prefisso come primo obiettivo il massimo rispetto verso tutti i Sigg. Soci anche se, pare, ciò spesso non sia stato compreso.

Abbiamo amministrato all’insegna del risparmio e della correttezza nell’interesse esclusivo degli Associati; abbiamo ottenuto dal Libero Consorzio dei Comuni la nuova sede con risparmio notevole di costi; sono stati tagliati tutti quelli relativi alla gestione, cercando di mantenere solo quelli indispensabili e riducendo anche questi ultimi; abbiamo attivato con Istituti scolastici, sempre a costo zero, progetti per offrire ai turisti presenti in città le corrette informazioni nelle varie lingue; abbiamo collaborato con gli Amici del Museo per la formazione degli alunni più piccoli per poterli avvicinare alla Processione; abbiamo continuato e intensificato i rapporti con la Real Maestranza di Caltanissetta; abbiamo avuto l’onore di far realizzare servizi sulla Processione dalle reti nazionali e regionali che hanno utilizzato strumenti di comunicazione digitale e satellitare che hanno dato alla manifestazione rilevanza mondiale; abbiamo, infine, avviato concretamente l’iter per creare il Museo permanente degli argenti presso nuovi locali che saranno assegnati all’Unione e abbiamo dialogato in maniera costruttiva con gli enti del territorio insieme con il Libero Consorzio dei Comuni e il Polo Museale.

Con grande soddisfazione vi comunico che l’Assessore Regionale Tusa ha sposato con entusiasmo l’idea apprezzandone l’elevato livello culturale e artistico in virtù del quale si sta adoperando per la redazione della delibera necessaria alla realizzazione del progetto.

Queste attività, anche se possono apparire striminzite, hanno certamente contribuito a girare pagina rispetto al modo di gestire di qualche tempo fa.

Certo non sono grandi cose, noi non abbiamo trovato le svariate centinaia di migliaia di euro di contributi, già accantonati e disponibili, da sbandierare in lungo e in largo ad ogni favorevole occasione, sono però piccole cose che hanno aiutato l’Unione a crescere senza sprechi cercando, al contempo, di redistribuire sempre il massimo delle risorse disponibili ai Gruppi associati permettendo a chi ci succederà di avere a disposizione strumenti seri per crescere e non esclusivamente rivolti all’apparire strumentalizzando iniziative fumose, stravaganti e fantasiose.

Di queste attività e di tutta la fatica profusa nell’organizzazione delle varie edizioni della Settimana Santa in questi anni è, da parte mia, doveroso ringraziare con tutto il mio più vivo senso di gratitudine Antonio GALIA; l’ho voluto chiamare con il suo nome per il rapporto personale che a lui mi lega e perché Antonio non è il Segretario, ma la persona senza la quale questa Unione non avrebbe futuro.

Ringrazio tutti i componenti del C.D.A., dal primo all’ultimo Consigliere, per la correttezza e la disponibilità che hanno sempre mostrato senza secondi fini, affrontando qualsiasi argomento con serenità e pacatezza, ricercando l’unità dell’Assemblea; tra questi ringrazio particolarmente Nicola Nola che mi ha consentito di dormire sonni tranquilli per la puntualità, la precisione e l’onestà con cui ha ricoperto il delicatissimo ruolo di Tesoriere.

Devo doverosamente e in particolare ringraziare tutti voi cari Capi Console perché, avendo avuto l’onore di essere stato il vostro Presidente, ho ricevuto il dono di conoscervi ancora meglio tutti; pertanto avete contribuito all’arricchimento delle mie esperienze di vita.

Ho conosciuto i vostri pregi, i vostri difetti, le vostre fragilità, i vostri modi di vita e le vostre ambizioni, il desiderio, a volte incontrollato, di alcuni di voi di apparire di essere presenti, di esserci anche nel rappresentare il…..niente!

Vedete, le esperienze nella vita sono fondamentali perché consentono l’arricchimento personale e offrono la possibilità, se ci si riesce, di lasciare un segno del nostro passaggio su questa terra; certo, alcuni riescono a lasciare solo il nulla, ma vanno accettati così come sono comprendendoli nei loro umani limiti.

Ognuno di noi ha la sua storia; saremo mai capace di lasciare un segno oppure no? Ai posteri l’ardua sentenza!

A riprova di ciò vi chiedo chi potrà mai dimenticare persone come Bosco, Impellizzeri, Pace, Savona, Conticello, De Martino, Garuccio, D’Angelo, Di Maggio, Culcasi, Lantillo, Anastasi, Gramignano, Romeo, Bellomo che  hanno  fatto la storia di questa Associazione?

Quanti invece sono passati inosservati come miraggi scomparsi nel ricordo di tutti che spesso non ne rammentano neppure il nome!

Devo dirvi con grande serenità che oggi nutro un grande senso di liberazione: certamente lo proveranno anche alcuni di voi. Oggi, giornata di fine mandato, desidero rientrare all’interno del mio Gruppo e vi confesso che con il cuore non me ne sono mai allontanato.

Sono abituato a credere nelle cose che faccio e a metterci la faccia; considerato che non credo più in alcuni comportamenti e non voglio fingere, come detto, rientro nel mio Gruppo per continuare, come sempre ho fatto, a dare il mio modesto contributo senza ricerca di galloni ma con la consapevolezza che potrò ritrovare tutta la mia passione avendo nuovi stimoli.

Pertanto, nel giorno della mia liberazione, vi confesso che avrei voluto andare via prima e avrei voluto e potuto farlo ma il senso di responsabilità, nonostante tutto, me lo ha impedito.

Lascio a voi Moderni Innovatori, ideatori di sogni e progetti, la responsabilità di non completare la distruzione, avviata, di 406 anni di storia, amore vero e Fede verso LA PROCESSIONE riconoscendo però che ciò sarà molto difficile: ci siete già molto vicini!

Vito Dolce


Processione dei Misteri 2018: commento a caldo

Si  è conclusa da poche ore l’edizione 2018 della processione dei Misteri. L’Addolorata è rientrata nella chiesa del Purgatorio alle 15, calando il sipario ad un’edizione non di certo piena di chissà quali aspettative.

È stata una processione strana, dove per certi versi ci si aspettava peggio e per altri di meglio. La fase di uscita è stata estremamente lenta, quasi stancante a detta di molti con un primo tratto sul corso Vittorio non proprio perfetto per via di qualche lungaggine di troppo da parte di alcuni gruppi, mentre ci ha stupito positivamente, da un punto di vista della compattezza della processione, la parte meno bella dell’itinerario ovvero dalla via xxx gennaio alla via fardella. Eppure qualcosa non è andato per il verso giusto nelle ore notturne, quando il rientro senza bande e processioni ha causato un leggero ritardo che si è moltiplicato esponenzialmente durante l’alba, portando a fare entrare il primo gruppo nella chiesa del Purgatorio alle 9 inoltrate anzichè alle 8: una cosa riprovevole, considerato che dietro le transenne c’era gente piazzata lì dalle 6.

Durante la fase di entrata si è cercato di ottimizzare per quanto possibile i tempi, ma tra una cosa e l’altra si sa benissimo che l’entrata dei gruppi necessita ormai di 6 ore piene, e quindi l’entrata dell’addolorata si è conclusa alle 15.

Detto ciò, a parte il ritardo dell’entrata, non è stata certo un’edizione disastrosa, ma non si può negare che questa processione ha urgente bisogno di essere rifondata da cima a fondo, perchè di anno in anno la decadenza è sempre più tangibile, a discapito delle ormai poche cose belle che contraddistinguono i nostri Misteri. È necessario fare un’analisi approfondita sulle quelle scelte sbagliate che di anno in anno sono state fatte: una processione così piena di storia non può stare sempre dietro alla ricerca della novità, perché è ormai un dato di fatto che tra una novità e un’altra questa processione ha perso totalmente la propria identità.

Molti diranno che è impossibile tornare indietro, eppure basta davvero poco per restituire decoro a questa processione. Personalmente penso che si potrebbero riportare innanzitutto le bande davanti ai gruppi e non dietro come erroneamente è stato deciso qualche anno fa.

Poi si potrebbero ridurre al minimo le estenuanti “battute” davanti le sedi dei ceti, le attività e le case dei consoli.

Si potrebbero ripristinare, in sinergia con la diocesi, gli incappucciati della confraternita di San Michele anche soltanto in modo rievocativo per ricomporre un puzzle ingiustamente scomposto dall’allora vescovo Miccichè.

Si potrebbe ridurre la tempistica generale dell’uscita dalla chiesa e di conseguenza, ridurrei al minimo i singoli minuti di raccoglimento da parte di ogni gruppo: in una condizione pessimistica in cui ogni gruppo si ferma un minuto, porta la processione a ritardare già di 20 minuti!

Infine, quando i Misteri transitano per la via Fardella, si potrebbe ripristinare la sosta a Piazza Vittorio come si faceva un tempo(con sosta, ripartenza con bande e processioni per il passaggio serale in via fardella e poi scioglimento per la notte).

Queste sono soltanto alcune delle tante cose che restituirebbero l’identità e la semplicità perduta a questa processione: parole nel vento fin quando non ci sarà davvero l’intenzione da parte degli addetti ai lavori, a rinunciare ad una piccola parte dei propri personalismi.

Adesso non rimane che attendere il 19 aprile 2019, sperando innanzitutto che l’unione maestranze ritrovi la propria serenità interna:senza dubbio si tratta del primo passo verso un nuovo inizio.

Francesco Genovese


Nonostante il clima avvelenato, oggi è il giorno dei misteri

Dopo un’attesa lunga un anno, Trapani si appresta a rivivere la plurisecolare processione dei Misteri del venerdì Santo. Oggi alle 14 punto, i tamburi dell’unione maestranze apriranno il sipario alla rappresentazione della passione e morte di Gesù Cristo, tra i 18 gruppi e i due simulacri realizzati quattro secoli fa dai grandi artisti di un tempo, addobbati da fiori e antichi argenti, per snodarsi in un lungo percorso per le vie della città, tra un colpo di ciaccola e un altro, tra le tristi note delle marce funebri eseguite dalle bande, in un merge fatto di emozioni, bellezza e purtroppo anche pomposità: si perchè la processione dei Misteri un tempo ( e non c’è bisogno di andare molto lontano ), era decisamente più bella, magari un po’ più strampalata, ma sicuramente più semplice e quindi più bella.

Sulla buona riuscita di questa processione ci sono molti punti interrogativi visto che l’aria che si respira all’interno dell’unione maestranze è tutt’altro che buona: solite beghe da cortile, solite discussioni diranno in tanti; eppure una volta queste discussioni si racchiudevano all’interno della sede associativa per contenersi durante la processione. Adesso invece queste spaccature interne all’associazione che cura la processione dal 1974, si ripercuotono inesorabilmente sulla processione, tra personaggi ambigui che apparentemente sembrano spendersi positivamente per il bene della processione e che poi risultano essere degli astuti registi capaci di muovere le proprie pedine atte a scombussolare i già risicati equilibri interni. D’altra parte l’unione maestranze si trova sotto scadenza del mandato presidenziale e presto si riunirà per eleggere i nuovi vertici; considerando ciò, la marcata disunione all’interno dell’associazione è quasi giustificata. Ma fino ad un certo punto, considerato che i Misteri non appartengono a questi signori custodi della tradizione, ma appartengono all’intera città.

Ad avvelenare il clima non proprio positivo, l’episodio verificatosi martedì Santo dentro la chiesa del Purgatorio poco prima dell’uscita della Madre Pietà dei Massari. Vittima di questo episodio increscioso, il presidente dell’Unione Maestranze Vito Dolce che è stato attaccato da più componenti del comitato che curano la processione della Pietà dei Massari. I Massari si giustificano dicendo di aver invitato il presidente Dolce a non prendere parte alla processione, scatenando un inqualificabile e ingiustificabile gesto di ira che senza dubbio rimarrà negli annali come l’episodio più triste della storia recente del mondo dei misteri: quando si arriva alle mani, niente può essere giustificato. Vito Dolce, in seguito al comunicato che il comitato dei massari ha diramato agli organi di stampa, dichiara di non voler replicare alle loro dichiarazioni, lasciando la reale analisi dei fatti ai cittadini trapanesi e agli uomini di pubblica sicurezza ogni valutazione in merito. Si tratta infatti di una dichiarazione dove i massari inizialmente si dissociano dall’episodio violento, ma nello stesso tempo si giustificano dicendo di essersi sentiti provocati dallo stesso Dolce. La domanda dunque è: chi ha torto? il provocatore o chi reagisce con le mani?  Senza dubbio chi reagisce con le mani, anche perchè Vito Dolce in qualità di presidente (per l’ultimo anno) dell’Unione Maestranze, aveva il diritto e il dovere di presenziare in testa alla processione e dunque, tutto si è trattato tranne che di una provocazione.

L’edizione 2018 sarà dunque l’ultima con Vito Dolce presidente, che in questi anni è sicuramente stato oggetto di evitabili ripicche figlie di vecchi rancori apparentemente chiusi nei cassetti, che si sono ripercosse sul risultato finale delle processioni da lui gestite in questi anni. Sarà purtroppo così anche in futuro, quando ci saranno nuovi vertici e riaffioriranno altri rancori: tutto ciò sarà così fin quando la diocesi di Trapani non prenderà delle posizioni più ferme atte a frenare la prevaricazione, l’ignoranza e la prepotenza di certi personaggi che di anno in anno stanno danneggiando la processione dei misteri.

Chiusa questa parentesi, ritorniamo a parlare di cose un po’ più belle, ovvero il ripetersi di questa meravigliosa e unica processione per le strade della città.

I Sacri Gruppi subito dopo l’uscita, percorreranno alcune strade del centro (Corso Vittorio, Via Torrearsa, Piazza Saturno, Via Argentieri, Piazza Notai, Via Cuba, Via Sieri Pepoli e Via Garibaldi), per poi dirigersi verso via Fardella tramite le vie Osorio, Spalti e Piazza Vittorio, per poi arrivare fino all’incrocio di Via Marsala dove si effettuerà la sosta dei gruppi e lo sciogliemento di bande e processioni. Terminata la sosta, la processione inizierà la ripartenza verso il centro, con il solo suono dei tamburi per dare inizio alla notte dei misteri, ovvero il momento senza dubbio più bello è più suggestivo dell’intera processione, senza panze parate e pomposità.

I Sacri gruppi, dopo aver raggiunto la zona del porto peschereccio, si ricomporranno con bande e processioni per effettuare l’ultimo tratto del percorso fino alla chiesa del Purgatorio dove l’entrata del primo gruppo è previsto per le 8 di domani, con le ultime annacate, le ultime marce e le lacrime (a volte teatrali) degli addetti ai lavori fino all’entrata dell’Addolorata, a mettere un punto ad un’edizione che senza dubbio sarà oggetto di discussione per i mesi a venire.

Francesco Genovese


Settimana Santa 2018 - comunicato stampa del presidente Vito Dolce in seguito ai fatti incresciosi accaduti Martedì Santo

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa firmato Vito Dolce, presidente dell'Unione Maestranze

In riferimento al comunicato diffuso dall'Associazione Unione Madre Pietà dei Massari circa l'increscioso episodio avvenuto martedì scorso, lo scrivente Vito Dolce nella qualità di presidente dell'Unione Maestranze, ritiene doveroso astenersi da alcun commento lasciando ai cittadini la reale analisi dei fatti e alle autorità di pubblica sicurezza ogni valutazione in merito allo spiacevole accaduto.

Vito Dolce

 

 


Si aprono le porte alla Settimana Santa trapanese 2018

Terminate le scinnute quaresimali, prende il via la Settimana Santa trapanese. Da oggi la chiesa del purgatorio inizierà a trasformarsi in un vero e proprio cantiere vivente per permettere la preparazione in vista delle processioni che inizieranno martedì con la Pietà dei massari.
Le scinnute di quest’anno di certo non passeranno alla storia come qualcosa di indimenticabile; il maltempo che ha accompagnato quasi tutti gli appuntamenti quaresimali ha solo fatto da cornice a delle scelte antistoriche che si aggiungono inesorabilmente in quello che potremmo chiamare il vortice della decadenza fatto di scelte strampalate e beghe da cortile che di anno in anno stanno togliendo l’anima alle processioni della Settimana Santa. Le scinnute ormai hanno perso completamente il senso originarie delle stesse, e si sono trasformate in delle mere vetrine, dove la partecipazione da parte dei gruppi viene vista come un vanto del ceto e non di ciò che il gruppo rappresenta. Infatti quest’anno, tra la strampalata e confusionaria prima scinnuta a cinque gruppi e l’antistorica e fuorviante ultima scinnuta dell’Addolorata insieme al trasporto al sepolcro, la frittata è stata fatta. L’unica scinnuta degna di chiamarsi tale è rimasta quella de l’Ascesa al Calvario, tutto il resto ormai non è altro che la conseguenza di altrettante scelte antistoriche del passato che senza ombra di dubbio necessitavano di un freno, visti i risultati dei giorni nostri.

Chiusa la parentesi delle scinnute, che comunque mantengono sempre un certo fascino a prescindere dagli stravolgimenti storici, l’attenzione ora è rivolta verso il Martedì Santo con

l’emozionante processione della Madre Pietà dei Massari. Sarà alle 16 in punto di martedi Santo, il momento in cui i riti della Settimana Santa trapanese prendono il via e non oggi pomeriggio con l'insignificante "sfilata" di alcuni ceti che da qualche anno si svolge per le vie del centro storico.

La Madre Pietà dei Massari, è un antico quadro incastonato su di una vara neoclassica, la cui processione è curata dagli “Eredi facchini di piano San Rocco”, cinque famiglie che risultano essere la prosecuzione generazionale di antichissima devozione che vedeva i propri antenati curare questa processione che aveva una connotazione “rionale”, visto che si svolgeva principalmente nelle zone limitrofe al piano San Rocco.
Ai giorni nostri la processione ha una connotazione decisamente più ampia visto il grande seguito di popolo che assedia il centro storico durante tutto il percorso. Si tratta di uomini, donne e bambini che in questi giorni di processioni non vogliono assolutamente perdere nemmeno un attimo di tutto ciò che rappresenta il ripetersi di antiche usanze e tradizioni, anche se non si può sottovalutare la perdita di semplicità che la processione ha subìto nel corso degli anni, a cominciare dall’eccessiva pomposità con la quale adesso si svolge.

Si prosegue poi Mercoledì Santo con un'altra emozionante processione, ovvero quella della Madre Pietà del popolo che ha un’altissima connotazione popolare, ed un tempo aveva probabilmente un seguito maggiore rispetto alla processione della Pietà dei Massari.  Il quadro della Pietà del popolo risalente intorno al 1600, è incastonato dentro una vara in stile barocco, il cui volto dell’Addolorata ha dei lineamenti dolci ed espressivi.

Fino a qualche anno fa percorreva ad anni alterni anche la zona di Via Virgilio nelle adiacenze dello “scaro”, e fortunatamente adesso questa “usanza” è stata abolita e la sua processione è racchiusa totalmente al centro.

Il culmine storico della processione della Pietà del popolo è rappresentato dal tradizionale scambio del cero, non appena la Sacra icona passerà dinanzi la cappella di Piazza Lucatelli in cui la Pietà dei Massari è rimasta vegliata tutta la notte.

Lo scambio del cero è un rito rievocativo legato alla pace suggellata nel 1885 dai facchini di piano San Rocco(i cui eredi(o parte di essi), oggi curano la processione della Pietà dei Massari) e la compagnia di Sant’Anna che fino alla fine del 1800 curava la processione della Pietà del popolo, attualmente gestita dai fruttivendoli. Secondo tradizione, la Pietà del popolo dovrebbe essere portata in spalla da alcuni componenti dei massari, annacata davanti la cappella dove avviene lo scambio di un cero tra due rappresentanti delle due processioni.

La Pietà del popolo, rientrerà nella chiesa del Purgatorio intorno alle 22.30 del mercoledì, e subito dopo dalla cappella di Piazza Lucatelli, anche la Pietà dei massari inizierà il suo percorso di rientro in chiesa: ancora annacate, ancora marce funebri a ripetere piccole usanze e tradizioni lungo il tragitto e poi l’entrata nella chiesa del Purgatorio prevista intorno alle ore 00.30.

In provincia, i riti della Settimana Santa sono iniziati ieri con la settima edizione della Via Crucis al parco urbano di Misericordia, mentre oggi si svolgerà a Buseto Palizzolo, tempo permettendo, la XXXVIII edizione della Processione dei Misteri che consiste in 16 Quadri Viventi.

Francesco Genovese

 


Approvato l’itinerario 2018 della processione dei Misteri

Venerdì Santo 30 Marzo 2018 - ore 14,00

Chiesa Anime Sante del Purgatorio - USCITA -
Piazza Purgatorio
Via Gen. Domenico Giglio
Corso Vittorio Emanuele
Via Torrearsa
Piazza Saturno
Via Sant’Agostino
Piazza Sant’Agostino
Via Argentieri
Piazza Notai
Via Cuba
Piazza Cuba
Via Barone Sieri Pepoli
Via Garibaldi
Via XXX Gennaio
Via Osorio
Via Spalti
Piazza Vittorio Emanuele
Via G. B. Fardella lato sud fino all’altezza dell’incrocio con la Via Marsala
- SOSTA -
Via G. B. Fardella lato nord
Piazza Vittorio Emanuele
Viale Regina Margherita
Via Palmerio Abate
Via Osorio
Via XXX Gennaio
Corso Italia
Via Teatro
Via Torrearsa
Casina delle Palme
Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa
Via Turretta
Via Roma
Via Libertà
Corso Vittorio Emanuele
Via Serisso
Via Nunzio Nasi
Via Custonaci
Via Corallai
Via G. Tartaglia
Viale Duca D’Aosta
Via Cristoforo Colombo
Via G. da Procida
Via Silva
Piazza Scalo d’Alaggio
Via dei Piloti
Largo delle Ninfe
Via Carolina
Piazza Gen. Scio
Corso Vittorio Emanuele
Piazza Jolanda
Corso Vittorio Emanuele
Via Turretta
Via San Francesco d’Assisi
Piazza Purgatorio
Chiesa Anime Sante del Purgatorio – ENTRATA -


Calendario Scinnute 2018

L'unione Maestranze ha approvato il calendario delle Scinnute 2018.
Probabilmente il peggior calendario delle Scinnute della storia della processione dei Misteri di Trapani

16 febbraio

La Separazione
La Lavanda dei Piedi
Gesù nell'orto
L'Arresto
La Caduta al Cedron

23 febbraio

Gesù dinanzi ad Hanna
La negazione

2 marzo

La flagellazione
La Coronazione di spine

9 marzo

Ecce Homo
La Sentenza

16 marzo

L'Ascesa al calvario

20 marzo

Madre Pietà dei Massari

21 marzo

Madre Pietà del popolo

23 marzo

L'Addolorata
Il Trasporto al sepolcro


Feste patronali 2017 - Iniziano oggi i riti in onore della Madonna di Trapani

IMG_82011Terminati i festeggiamenti in onore del Santo patrono Alberto,prendono il via oggi i festeggiamenti in onore della Madonna di Trapani, copatrona della città e patrona della Diocesi.

Come da tradizione, i festeggiamenti mariani, iniziati il primo di agosto con la quindicina, raggiungono il fulcro principale dal 13 al 16 di agosto. Lo storico Serraino scriveva che originariamente la data effettiva della festa culminava il giorno 15, fino al 1762 quando fu deciso di fissare la data di festa il 13 di agosto; soltanto nel 1908, sotto il Vescovo di allora Mons. Raiti, fu deciso di instituire la festa definitivamente, come ai giorni nostri, per il 16 agosto.
Come ben sappiamo, la processione per le vie del centro della copia lignea, risale al 1829, mentre furono 23 i trasporti storici della meravigliosa statua in marmo paro custodita in Santuario, gran parte dei quali avvennero soltanto in occasioni particolari, come pestilenze, guerre o invasioni, quando la statua della Madonna di Trapani rimaneva custodita in una chiesa del centro anche anni, tranne per gli ultimi trasporti(1920, 1935, 1947, 1950 e 1954) che furono delle vere e proprie giornate festose che prolungavano di un po’ di giorni la festa in onore della Madonna.  In queste occasioni c’erano anche degli avvenimenti paralleli come corse di cavalli, gare di nuoto, luminarie e altri giochi vari che coinvolgevano la popolazione intera.

 


L’ultimo trasporto della Madonna di Trapani

314438_4293338097212_620292108_nEra il 17 agosto del 1954, le celebrazioni dell’Anno Mariano volgevano al termine, e la statua della Madonna di Trapani faceva il suo ritorno al Santuario, dalla Cattedrale; i trapanesi avevano risposto in massa ai festeggiamenti iniziati la sera del 31 luglio dello stesso anno quando la pesante statua fu trasportata dal santuario in Cattedrale, si celebrò una “Notte Santa” alla marina, e durante tutto il periodo dei festeggiamenti ci furono degli avvenimenti “paralleli” come corse, giochi vari e gare di nuoto. Chissà se i trapanesi di allora percepivano che quello a cui avevano assistito sarebbe stato l’ultimo trasporto della Madonna, il ventitreesimo per la precisione.

Da allora la Madonna rimase nella sua cappella al Santuario, e anche se negli anni successivi si parlò di riportarla in processione, alla fine tutto andò in fumo. Si parlava di una lesione, poi confermata da degli esperti, che avrebbe messo in pericolo la preziosa statua in caso di un trasporto. Alla fine degli anni settanta furono raccolte delle firme, che però non ebbero una massiccia risposta da parte dei trapanesi, e anche vari politici e giornalisti si esposero per cercare di far ritornare la statua in processione, senza alcun risultato positivo: a distanza di ben 61 anni, la statua di marmo alta sei palmi e tre quarti e pesante 12 quintali, è ormai incementata sul proprio altare, venerata dai fedeli che accorrono in Santuario specialmente nel periodo della “quindicina”.

Di quell’ultimo trasporto rimane qualche foto, qualche giornale d’epoca e qualche libro…tutto il resto rimarrà solo nel ricordo dei fortunati che assistettero a un evento irripetibile.

Scorrendo indietro nei secoli, secondo il Fortunato Mondello, il primo trasporto risale al 1527 quando si decise di portare la statua in città poiché erano state avvistate delle armate francesi, genovesi e veneziane; trasportata dai buoi, fece arrivo in città per essere conservata nella chiesa di San Giuliano.

I successivi trasporti avvennero in circostanze simili: fu così nel 1534 per la presenza di armate turche, così come nel 1544, 1553, 1563, 1564 e 1569.

3045MADONNAL’ottavo trasporto invece, avvenne nel 1576 per via di un morbo contagioso; la statua fu portata nella chiesa di San Filippo, e si dice che al passaggio diede la guarigione ad uno storpio.

Nel 1588 la statua fu trasportata nuovamente in città per il ritorno dei turchi in città e così anche nel 1614. Si parla anche di altri due trasporti a causa della siccità e della peste, ma non c’è alcuna certezza per mancanza degli atti relativi.

Nel 1636 avvenne l’undicesimo trasporto per la presenza, questa volta, di armate francesi. Da quell’anno si iniziò anche a portare in processione la statua di Sant’Alberto. I successivi trasporti avvennero nel 1645(per le armate turche), 1654(per le navi francesi), 1717 e 1734(per le armate spagnole), 1820(a causa della rivoluzione di Palermo), 1837(colera) e nel 1848(per le insurrezioni del 48). Nei periodi sopracitati, la statua ritornava in Santuario anche dopo due o tre anni, rimanendo conservata nella chiesa del Carmine.

Dal diciannovesimo trasporto in poi, le circostanze che spinsero a portare la statua della Madonna in città furono meno tristi delle precedenti; si dice infatti che nel 1920 si decise di portarla “in trionfo” per le vie di Trapani, esposta per la prima volta in cattedrale per cinque giorni.

Nel 1935 invece, il trasporto avvenne in occasione della seconda incoronazione della statua, rimanendo alcuni giorni in cattedrale.

Il successivo trasporto avvenne nel 1947 e a tal proposito si dice che uno dei motivi principali di portare la statua in processione, fu quello di raccogliere denaro per poter ricostruire il seminario vescovile, così come la dimora dello stesso, andati distrutti durante la seconda guerra mondiale. La processione iniziò il 10 agosto, e la statua fu trasportata su di un carro trainato da “tre paia di buoi” per poi giungere in cattedrale dopo una messa celebrata in Piazza Vittorio. La Madonna fu esposta in cattedrale fino al 19 agosto, quando fu riportata in Santuario in mezzo a migliaia di persone. Alla fine però, non si riuscì a raccogliere denaro sufficiente per ricostruire il seminario.

Tre anni dopo, in occasione del settimo centenario dell’arrivo dei Carmelitani nella chiesa dell’Annunziata, avvenne il ventiduesimo trasporto; la Madonna rimase in Cattedrale dal 13 al 20 agosto e la città fu riempita di fiori e di drappi sui balconi, illuminata a festa in special modo la sera del 20, quando la statua fu riportata in Santuario.


 

IMG_2772Ritornando alle feste patronali, a prescindere dai trasporti,  il 16 di agosto si è sempre svolta la tradizionale processione della copia lignea(fin dal 1829), a cui si aggiunse intorno agli anni ’80, anche il rito dello sbarco con una breve processione, che avviene sempre il 13 di agosto. Tra gli avvenimenti paralleli di ogni festa della Madonna, va ricordata la fiera che fino alla metà del XVI secolo veniva allestita nel recinto del convento dell’Annunziata per quindici giorni, in cui tutti i mercanti potevano vendere la propria merce, senza pagare alcun dazio. Anche la fiera ovviamente ha subìto dei cambiamenti, sia nella forma che nel luogo. Non si può per esempio dimenticare quando veniva allestita sia in piazza Vittorio Emanuele che lungo il perimetro della villa comunale, mentre ai giorni nostri, essa viene allestita per soli dieci giorni nella zona del palazzetto dello sport, dove sicuramente ha perso il fascino di una volta. Altre sedi storiche che hanno ospitato la fiera nel tempo sono state Piazza Sant'Agostino, Via Mancina e Piazza Scarlatti.

Ritornando ai riti mariani, intorno alla fine del 1600, il giorno di ferragosto era un giorno importante per i condannati per debiti civili che per quell’occasione venivano scarcerati. All’interno del Santuario, avveniva anche la cosiddetta “tirata dei sette veli” che coprivano la statua della Madonna, in occasione del quale venivano sciolti i voti e avvenivano anche delle guarigioni miracolose sugli ossessi e gli spiritati che, non appena venivano tirati i veli, gridavano “Viva Maria SS di Trapani”.

La storia quindi ci narra quanto profondo è il legame che questa città, nel corso dei secoli, ha instaurato attorno alla devozione mariana; basta andare al Santuario nei giorni di quindicina per capire che questo forte legame continua a persistere di generazione in generazione, ed è sicuramente una cosa che inorgoglisce il trapanese verace e devoto che vede nel volto della meravigliosa e secolare statua, un’entità che va aldilà di ciò che rappresenta, più di una madre a cui chiedere protezione e amore, ed è per questo che la Madonna di Trapani è senza dubbio il fulcro principale della città.

Francesco Genovese


 

GLI APPUNTAMENTI:

DOMENICA 13 AGOSTO – NOTTE MARIANA

–   Ore 21.00 Molo Garibaldi: Arrivo via mare della statua della Madonna di Trapani – Liturgia della Parola presieduta da S.E. Mons. Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Trapani.

Subito dopo segue il trasporto in Cattedrale.

Itinerario: molo Garibaldi, viale Regina Elena, via Serisso, corso Vitt. Emanuele, Cattedrale.

–   Ore 22.00 in Cattedrale: “Preghiera a Maria, patrona delle Diocesi di Trapani”.

LUNEDÌ 14 AGOSTO

–   Ore 17.30 a Porta delle Botteghelle (Ossuna): Manifestazione in onore della Madonna di Trapani, patrona della gente di mare (1983-2015). Momento di preghiera in suffragio dei pescatori, dei marittimi defunti e delle vittime del mare.

–   Ore 18.00 in Cattedrale e al Santuario: Quindicina e
Celebrazione Eucaristica.

 

MARTEDÌ 15 AGOSTO

SOLENNITÀ DI MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO

  Ore 05.30: Pellegrinaggio a piedi dalla Cattedrale al Santuario, presieduto da S.E. Mons. Pietro Maria Fragnelli

Itinerario: Cattedrale, corso Vitt. Emanuele, via Torrearsa, via Garibaldi, piazza Vitt. Veneto, viale Regina Margherita, piazza Vitt. Emanuele, via G.B. Fardella, piazza Martiri d’Ungheria, via Conte A. Pepoli, Santuario della Madonna.

–   Ore 07.00 / 08.00 / 09.00 / 10.00 / 11.15 / 12.30 al Santuario: Celebrazioni Eucaristiche.

–   Ore 11.00/19.00 in Cattedrale: Celebrazioni Eucaristiche.

–   Ore 22.00 dinanzi al Palazzo Cavarretta: XI Concerto “Ai Santi Patroni” della Banda Musicale “Città di Paceco”, diretta dal M° Claudio Maltese.

 

MERCOLEDÌ 16 AGOSTOSOLENNITÀ DELLA MADONNA DI TRAPANI

– Ore 09.30 dalla Cattedrale: Sfilata del gruppo Tamburini Trapanesi “Trinacria”.

– Ore 10.00 al Santuario: Concelebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Pietro Maria Fragnelli.

– Ore 11.00 in Cattedrale: Celebrazione Eucaristica.

– Ore 19.30 in Cattedrale: Concelebrazione Eucaristica, presieduta da S. E. Mons. Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Trapani.

– Ore 20.45: Processione della statua della Madonna di Trapani.

   Itinerario: Cattedrale, corso Vitt. Emanuele, via Duca D’Aosta, viale R. Elena, via Amm. Staiti, via XXX Gennaio, corso Italia, via S. Agostino, piazza Saturno, via Torrearsa, corso Vitt. Emanuele, Cattedrale.

– Ore 24.00: Spettacolo pirotecnico da PIAZZA VITTORIO EMANUELE