Trapani, oggi la processione di San Francesco di Paola: tradizione e devozione nel cuore della città
Prende il via oggi pomeriggio alle 16 la storica processione di San Francesco di Paola a Trapani, ovvero la processione festosa più importante che si tiene in città.
A causa dei lavori di restauro (che a quanto pare vanno molto a rilento) della sua chiesa di appartenenza, la processione partirà anche quest’anno dalla chiesa di San Pietro. Come di consueto, il pesante simulacro uscirà portato in spalla dai devoti e accompagnato dalla banda “Città di Trapani”, diretta dal maestro Alessandro Carpitella. Dopo un breve tragitto nel quartiere di San Pietro(Via Serraglio, Via Fiscale, Largo San Pietro, Via San Pietro, Via Quiete), non appena raggiunto il corso Italia, la vara verrà poggiata su un carrello a ruote per proseguire la processione lungo le strade della città. Lungo il tragitto, la processione si fermerà per un momento di preghiera dinanzi alla cappella della Madonna dei Marittimi in via XXX Gennaio e poi al porto, dove sarà gettata in mare una corona di fiori in memoria delle vittime del mare, essendo il Santo taumaturgo cosentino protettore dei marittimi. Quest’anno, a causa dei famigerati lavori della BRT, la processione percorrerà la banchina del porto entrando dal varco Marinella e uscendo dal varco Garibaldi.
La processione poi proseguirà il suo cammino verso il cuore del centro storico, fino ad arrivare al porto peschereccio con la tradizionale benedizione dei pescherecci e l’offerta dei ceri votivi, al termine dei quali ci saranno i giochi pirotecnici.
A seguire, inizierà la processione di ritorno verso la chiesa di San Pietro, dove la vara verrà nuovamente staccata dal carrello a ruote e sarà “annacata” allegramente in spalla per la tradizionale entrata in chiesa.
È una festa dal sapore tipico della genuinità popolare, che incarna dentro di sé una Trapani festosa, la quale si riunisce al centro per celebrare quello che rappresenta, in un certo senso, il “Santo patrono morale” della città, visto lo scarso seguito che accompagna il vero patrono di Trapani, ovvero Sant’Alberto. Le caratteristiche principali di questa processione cambiano registro più volte, con la parte iniziale e finale contraddistinte dai “W San Francesco di Paola” invocati dalla gente, e i momenti di preghiera durante la parte centrale dell’itinerario, recitate da padre Giuseppe Bruccoleri e da padre Antonino Castelli. Il tutto è sempre alternato dalle marce allegre della banda di Trapani, che ritorna ad accompagnare la processione di “Santu Patre” dopo oltre un trentennio. L’unico neo di quest’anno è che la processione non percorrerà il quartiere del Santo poiché quando è stato stilato l’itinerario, c’erano delle impalcature in Via Mercè che sono state rimosse soltanto a ridosso della Settimana Santa, quando ormai era troppo tardi per ridefinire il percorso.
La chiesa di San Francesco di Paola fu costruita tra il 1630 e il 1794, e all’interno della sagrestia è custodito un cinquecentesco mezzobusto in gesso policromo del Santo (anche se attualmente si trova a San Pietro), proveniente dall’antico convento dei Padri Minimi che sorgeva nell’attuale via Convento San Francesco di Paola, in Casa Santa. Tutto ciò conferma le origini antichissime della devozione della città verso il Santo calabrese, che fu proclamato patrono di Trapani nel 1726 in seguito al prodigio del “sudore” del mezzobusto cinquecentesco.
Probabilmente fu in seguito a tale evento prodigioso che, nel 1729, Giacomo Tartaglio realizzò la bellissima ed imponente statua venerata dai trapanesi nella chiesa omonima del centro storico. È una statua che da sola pesa circa 250 kg e che, insieme al peso della vara e di tutti i ceri votivi, supera di gran lunga la tonnellata.
Il ripetersi di questa processione, nonostante il cambio temporaneo di “sede”(per il secondo anno consecutivo), per l’uscita e l’entrata del Santo, rappresenta il momento devozionale più alto della città di Trapani, dove i canoni usuali delle processioni assumono connotati unici, difficilmente riscontrabili in altre circostanze. Nonostante ciò, pur considerato il grandissimo seguito di fedeli che seguono la processione, non è stata emanata nessuna ordinanza comunale per far rimuovere tavoli, ombrelloni e dehor lungo le strade pedonali del centro storico dove passerà la processione, al contrario di quanto accade per le processioni della Settimana Santa o per le feste patronali.
Per assurdo, e non è la prima volta che capita, l’ordinanza si riferisce soltanto ai divieti di sosta lungo il tragitto, e tutto ciò significa che la processione dovrà fare gincana tra i tavoli, anche se in alcuni punti, la rimozione temporanea di tavolini sarà necessaria a prescindere.
Purtroppo molto spesso le istituzioni che a parole sono vicine ai riti della nostra tradizione, di fatto non pensano che una processione come quella di “Santu Patre”, che rappresenta per Trapani il fulcro della propria identità, sicuramente è più importante di qualche ora senza gli ingombranti tavoli delle attività commerciali.
Ad ogni modo tutto è pronto per le 16 quando si scriverà una nuova pagina di storia cittadina, sperando che presto, la pesante statua del Santo taumaturgo cosentino possa tornare nella sua chiesa di appartenenza, perché è da lì che da secoli vive questa processione.
In fondo, le tradizioni cosa sono? Non sono altro che il tramandare usi, costumi, saperi, credenze e pratiche da una generazione all’altra. E in questo trasmettere e tramandare nel corso dei secoli, sono importanti anche i luoghi, perché essi giocano un ruolo essenziale nel mantenere vive le tradizioni culturali: non sono solo sfondi fisici, ma spazi carichi di significato, in cui si depositano e si rinnovano nel tempo gesti, riti e narrazioni che danno forma alla memoria collettiva.
Francesco Genovese


Processione dei Misteri 2026: tra aspettative deluse e una bellezza che resiste
Si è conclusa l’edizione 2026 della processione dei Misteri di Trapani. Considerata l’uscita dalla Chiesa del Collegio dopo quasi settant’anni, ma anche i proclami iniziali da parte del presidente dell’Unione Maestranze, ci si aspettava di assistere ad un’edizione memorabile, ma invece sono state tante, troppe le cose che non hanno funzionato. Cominciamo intanto dalla pedana utilizzata per l’uscita, che era stata utilizzata in passato per le processioni della Pietà del Popolo quando usciva dalla chiesa dell’addolorata e riadattata per la chiesa del Collegio. Si sarebbe dovuto tener conto maggiormente della pendenza che ha causato parecchie difficoltà per l’uscita e per l’entrata, soprattutto per i gruppi più lunghi e pesanti. E poi, nonostante l’uscita abbastanza spedita dei primi gruppi dalla Chiesa, già nelle prime ore di processione si sono creati parecchi distacchi tra un gruppo e l’altro, costringendo gli ultimi gruppi a fare le “corse” per ricompattarsi, oppure i primi gruppi a fermarsi per cercare di mettere una “pezza” e non perdere il controllo dell’intera processione.
Durante la processione di rientro in chiesa, si è creato pure un curioso episodio, quando i processionanti del gruppo “Gesù nell’orto”, il terzo mistere curato dagli ortolani, hanno perfino sbagliato percorso, quando giunti in Cattedrale, non hanno girato per Via Papa Giovanni XXXIII, per poi fare dietrofront. Eppure, di componenti dell’Unione Maestranze in giro lungo la processione con tanto di ricetrasmittenti ed auricolari, ce n’erano tanti. A cosa serve dunque fare proclami pavoneggianti prima della processione, se poi si vengono a creare queste spiacevoli situazioni che sminuiscono la bellezza e l’importanza di una processione che rappresenta la vera identità della città?
Forse, se anziché pensare ad inventare un inno delle maestranze di cui se ne poteva fare decisamente a meno, si fosse pensato ad evitare i soliti atavici problemi organizzativi della processione, sarebbe stato meglio. Ad ogni modo, molti ceti hanno fatto la propria processione con compostezza e soprattutto con spiritualità, per cui che la processione non sia stata memorabile, non significa che sia tutto da buttare, ma che ci siano tantissime cose da migliorare, è fuori da ogni dubbio. Una processione così imponente, unica nel suo genere, non può essere ostaggio delle sedi dei ceti dove avvengono delle estenuanti battute musicali che sicuramente stancano lo spettatore che non conosce e sicuramente non comprende questa brutta abitudine che col passare degli anni si è amplificata.
Ad ogni modo, il fascino dei Sacri Gruppi lungo le strade del percorso riesce a far dimenticare, soprattutto durante le fasi notturne, tutte le brutture che moltissimi spettatori hanno notato. Le strade del centro, pur considerato che un percorso limitato al solo centro storico non piace a tutti, era un continuo echeggiare di marce funebri tra una strada e l’altra, anche se determinati “entra ed esci” su strade perpendicolari e parallele, hanno sicuramente creato un po’ di confusione. Per il resto, chiudendo gli occhi sulle cose che è meglio non vedere, è stata tutta bellezza; si, perché la nostra processione è davvero bella e sicuramente meriterebbe di più, sia da certi addetti ai lavori che da parte dei tanti trapanesi che non hanno mai saputo dare la giusta importanza a ciò che rappresentano i Misteri di trapani per la nostra cultura, storia e tradizione. Tornando alla mera cronaca sulla conclusione della processione, l’Addolorata è entrata al Collegio intorno alle 14, e poco prima della conclusione, il Vescovo ha letto un discorso denso di significato, dove si auspicava che il lungo cammino di queste ore possa lasciare una traccia nella nostra vita, ponendosi delle domande, una fra tutte: Quali processi sono maturati in noi durante la processione? Inoltre, Mons. Fragnelli ha toccato ancora argomenti importanti come il problema dell’acqua, l’immigrazione e i femminicidi, e poco prima della benedizione, si è complimentato con chi ha preso parte alla processione con ordine e spiritualità e non soltanto per la pubblicità.
Appuntamento, dunque, al 26 marzo 2027: il conto alla rovescia per la prossima processione dei Misteri è appena cominciato, sperando che il prossimo anno si creino meno aspettative e più sostanza, ovvero quel contenuto profondo che molto spesso viene messo da parte da tante altre cose di poco conto
Francesco Genovese

Al via la Processione dei Misteri: 24 ore di fede tra passato e cambiamenti
Prende il via oggi alle 14, dalla Chiesa del Collegio dei Gesuiti, la secolare Processione dei Misteri di Trapani. I diciotto gruppi sacri, insieme ai due simulacri, attraverseranno la città portati a spalla e accompagnati dal ritmo lento delle marce funebri. Per 24 ore, le strade si riempiranno di gesti antichi, suoni solenni, profumi intensi e colori suggestivi, in un intreccio profondo di devozione, memoria, tradizione e purtroppo anche innovazioni.
L’uscita di quest’anno rappresenta un ritorno al passato, in quanto l’ultima volta in cui la processione ha preso il via dalla chiesa del Collegio è stato nel 1958. Gli stessi gruppi che varcheranno quella soglia, quasi settant’anni dopo, davanti ad una società totalmente cambiata, sulle strade di una città dove molto spesso gli atavici problemi di allora sono ancora persistenti, e dove in primis anche la processione stessa è totalmente diversa, per certi versi anche stravolta rispetto a quel 1958 sotto tutti i punti di vista: logistico, storico e culturale.
E proprio quest’anno, dove un ritorno al passato dovrebbe far riflettere sull’importanza della storia, ecco che l’Unione Maestranze, su iniziativa del presidente, ha deciso di far cantare “L’inno delle maestranze” proprio prima dell’apertura della processione. Si tratta di un inno intitolato “L’ardor dei fieri consoli”, il cui testo è stato scritto da Giuseppe Vultaggio e musicato dal maestro Michele Gerardi della banda di Marausa. Senza entrare nell’analisi del testo che sembra scritto nei primi anni del ‘900, e senza alcuna critica dal punto di vista musicale, visto che Gerardi è un bravo musicista, siamo proprio sicuri che questa processione storica avesse bisogno di un’inno? Credo proprio di no.
Il punto è proprio questo: una processione secolare che rappresenta il cuore e l’identità della città di Trapani, non si merita di essere stravolta da continue novità, visto che a questo ci pensa già lo scorrere degli anni. Gli stessi anni che hanno visto cancellare la Confraternita di San Michele che introdusse la processione dei Misteri ben quattro secoli fa e che da oltre un quarto di secolo non apre più il lungo corteo con i suoi cappucci bianchi, il sacco rosso e lo stendardo con la scritta “Quis ut Deus”. Ecco, se proprio c’è una cosa di cui la processione dei Misteri ha bisogno, è proprio un ritorno al passato, magari con una rievocazione storica della Confraternita, visto che non esiste più, anche per rendere omaggio e simboleggiare ciò che è stato, poi tutto il resto viene dopo.
Ad ogni modo, va dato merito all’Unione Maestranze, di saper organizzare una processione che ai giorni nostri è diventata maestosa e complessa e quello che potrebbe sembrare un semplice cambio di sede dei Sacri Gruppi, rappresenta senza dubbio una sfida importante dal punto di vista logistico, e l’auspicio è quello che tutto vada per il meglio.
L’itinerario di quest’anno vedrà percorrere le strade del centro, in base all’alternanza che di anno in anno vede l’introduzione della via Fardella. Al centro storico i Misteri assumono un fascino particolare, dove i Sacri Gruppi vengono maggiormente valorizzati.
Anche nel percorso non si possono ignorare determinate abitudini di percorrere quelle strade dove persistono le sedi associative dei vari ceti, mentre anticamente l’itinerario si basava sulle chiese nelle quali la processione entrava ed usciva, e il passaggio davanti le sedi, che sembrano essere delle vere e proprie ambasciate della sede principale dell’Unione Maestranze, comporta dei rallentamenti fatti di lunghe ed estenuanti “battute musicali” che creano distanze e spezzano il ritmo tra un gruppo e l’altro. Si tratta di momenti che molto spesso non vengono capiti dagli spettatori ai bordi delle strade, soprattuto dai turisti. Ad ogni modo c’è tanto fermento in città, perché la processione di Misteri è senza ombra di dubbio l’unico evento importante che si svolge a Trapani, e la voglia di rivedere i Sacri Gruppi per le strade è tanta, soprattutto di notte, quando la processione assume un fascino senza paragoni, e dove i Gruppi sono i veri protagonisti rispetto allo sfilare dei consoli e dei processionanti. Poi dalla notte si passerà all’alba, quando le processioni si ricomporranno per percorrere la strada di rientro verso la Chiesa, fino all’ultimo colpo di “ciaccula” a sancire, meteo permettendo, l’edizione 2026 della processione dei Misteri.
Che questo venerdì Santo sia un cammino fatto di fede e folklore, che riscalda il cuore di chi lo vive, e soltanto domani, dopo l’entrata dell’Addolorata nella chiesa del Collegio, si potranno tirare le somme.
Francesco Genovese
Ecco l’itinerario della processione dei Misteri:
Chiesa del Collegio dei Gesuiti (uscita ore 14,00)
Via Tintori
Via Nunzio Nasi
Via Custonaci
Via Corallai
Piazza Jolanda
Corso Vittorio Emanuele
Via Libertà
Via Torrearsa
Via Teatro
Piazza Scarlatti
Via Argentieri
Piazza Notai
Via Cuba
Piazza Cuba
Via Barone Sieri Pepoli
Via Garibaldi
Piazza Municipio
Via XXX Gennaio
Via Osorio
Via Mazzini
Via Scontrino
Piazza Vittorio Emanuele (Sosta)
RIPARTENZA
Viale Regina Margherita
Via Palmerio Abate
Via Bastioni
Via Mercé
Via Aperta
Via Magistrale
Via San Michele
Via Santa Elisabetta
Corso Italia
Piazza Scarlatti
Via Sant’Agostino
Piazza Sant’Agostino
Via Torrearsa
Corso Vittorio Emanuele
Via Tintori
Via Nunzio Nasi
Via Serisso
Via San Francesco d’Assisi
Via Barlotta
Via Tartaglia
Viale Duca d’Aosta
Via Cristoforo Colombo
Via Silva
Via Piloti
Largo delle Ninfe
Via Carolina
Corso Vittorio Emanuele
Via Papa XXIII
Piazza Matteotti
Via Libertà
Via Mancina
Corso Vittorio Emanuele
Chiesa del Collegio dei Gesuiti (rientro gruppi dalle ore 08,30)

Mercoledì Santo a Trapani: oggi è il giorno della Madre Pietà del popolo
Dopo l’avvio dei riti della Settimana Santa con la processione della Pietà dei Massari di ieri(nonostante il maltempo), oggi è il turno della processione della Madre Pietà del Popolo. Alle 14.30, tradizionalmente accompagnata dalle note musicali della marcia funebre “Chopin”, ed eseguita dalla banda musicale “Città di Erice”, l’antico quadro uscirà dalla chiesa del Collegio per poi percorrere le strade del centro cittadino.
Il dipinto risalente intorno al ‘600, è incastonato dentro una vara in stile barocco, e attualmente è gestita dalla categoria dei fruttivendoli, mentre originariamente, la sua processione era curata dalla compagnia di Sant’Anna. Originariamente questo quadro veniva portato di casa in casa a far “visita” agli ammalati e la sua processione vera e propria fu introdotta nel 1723. La processione si snodava per la città il giovedì Santo , percorrendo lo stesso percorso dei Misteri, ed entrava nelle chiese “alla ricerca del figlio”. A partire dal 1956, la processione della Madre Pietà del popolo, detta “‘a Maronna Putiara”, fu anticipata al mercoledì Santo(e di conseguenza anche la processione della Pietà dei massari fu anticipata al martedì)
Anche questa processione ha un carattere prettamente popolare e carica di pathos, dove la componente devozionale e storica è ai massimi livelli, sopratutto in determinati punti del percorso, tra un’annacata e l’altra a tempo di marce funebri.
A differenza della processione dell’altra pietà, che storicamente si svolgeva in un contesto rionale, la processione della Pietà del popolo, aveva una connotazione decisamente più estesa tra i cittadini trapanesi, ma ai giorni nostri, entrambe le processioni occupano un posto speciale nel cuore dei trapanesi.
Fino a pochi anni fa la processione usciva dalla chiesa dell’Addolorata in Corso Vittorio Emanuele, dove era custodita. In realtà la Pietà del popolo, nel corso dei secoli, ha avuto diverse “case” e quest’anno sarà la prima volta nella storia in cui uscirà dalla Chiesa del Collegio.
Durante la sua processione, non appena la Pietà raggiunge i pressi di Piazza Lucatelli, si svolge l’antico rito dello “Scambio del cero” a ricordare la pace suggellata nella prima metà dell’800 tra i facchini di Piano San Rocco e la compagnia di Sant’Annella. Al termine dell’incontro con la Pietà dei Massari, la processione si addentrerà verso il cuore del centro storico trapanese, dove ogni singolo momento e ogni singola annacata, assumono un fascino degno di nota.
Il rientro della processione al Collegio è previsto dopo le 22:30, e contemporaneamente dalla cappella di Piazza Lucatelli, la Pietà dei Massari inizierà il suo percorso di rientro verso la chiesa.
Il mercoledì Santo trapanese, è una giornata in cui la città si fa travolgere da un’atmosfera unica fatta di suoni, colori, odori e tradizioni.
Due processioni in un solo giorno, a partire dal primissimo pomeriggio, tra un’annacata e l’altra al tempo di marce funebri, le “arrancate” con in sottofondo i tamburi, i colpi di “ciaccula”, e il caratteristico “ciauru di cira”: il tutto in mezzo al popolo trapanese che inonda tutte le strade del percorso ma anche ai tanti turisti che rimangono ammaliati dal pathos che queste processioni trasmettono da sempre, nella loro genuinità.
Intanto, la processione della Pietà dei Massari di ieri ci ha confermato ancora una volta quanto siano importanti queste manifestazioni per il trapanese verace. Nonostante il maltempo e la pioggia, infatti, la vara è stata condotta a spalla lungo tutto il percorso, anticipando di oltre un’ora l’ingresso in cappella a Piazza Lucatelli.
Certo, mancavano i tanti spettatori ai bordi della strada, ma lungo tutta la processione il trapanese devoto non è venuto meno. È stato davvero emozionante vedere i consoli e i collaboratori dell’Unione Pietà dei Massari, così come i musicanti, i due sacerdoti e gli appassionati, accompagnare l’antico quadro per le vie della città.
Anche oggi le previsioni meteo non sono delle migliori e si spera che il Mercoledì Santo trapanese possa svolgersi senza ostacoli.
Francesco Genovese
Ecco l’itinerario della processione:
Mercoledì Santo 1 Aprile 2026
Chiesa Maria Ss. Immacolata (Collegio) – Uscita Ore 14.30
Corso Vittorio Emanuele
Via Torrearsa
Piazza Saturno
Piazza Scarlatti – Passaggio Sede Unione Maestranze Ets –
Piazza Sant’Agostino
Corso Italia
Via Xxx Gennaio
Via Mercè
Piazza San F.sco Di Paola
Via Todaro
Via Aperta
Via Beatrice
Via Crociferi
Piazza Cuba
Via Barone Sieri Pepoli
Via Delle Arti
Arco Delle Arti
Via Torrearsa
Piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – Scambio Del Cero E Momento Di Preghiera –
Piazza Lucatelli
Via Turretta
Corso Vittorio Emanuele
Via Generale Domenico Giglio
Via Nunzio Nasi
Via Serisso
Via San F.sco D’assisi
Via Barlotta
Via Tartaglia
Via Corallai
Via Custonaci
Via Nunzio Nasi
Via Serisso
Corso Vittorio Emanuele
Piazza Jolanda
Piazza Jolanda Lato Nord
Via Sant’Anna
Via Santa Lucia
Via Corallai
Via Custonaci
Via Nunzio Nasi
Via Serisso
Corso Vittorio Emanuele – Ingresso Palazzo Marini – Momento Di Preghiera
Corso Vittorio Emanuele
Chiesa Maria Ss. Immacolata (Collegio) – Entrata Ore 22.30

Trapani entra nel cuore della Settimana Santa: Oggi è il giorno della Madre Pietà dei Massari
Archiviati i tradizionali riti quaresimali delle “Scinnute”, Trapani entra nel cuore della sua Settimana Santa, momento che rappresenta il fulcro degli eventi cittadini e, soprattutto, l’espressione più autentica della storia e dell’identità della città falcata.
Si comincia oggi alle ore 16 con la processione della Madre Pietà dei Massari, curata dall’Unione Madre Pietà dei Massari, ovvero gli “Eredi facchini di Piano San Rocco”.
Si tratta di un dipinto risalente al ‘500, incastonato su una vara in stile neoclassico, che fino al 1934 veniva custodito presso le abitazioni di una delle cinque famiglie di Piano San Rocco (Mistretta, Cordaro, Di Bella, Mazzeo e Lombardo). A stabilire chi avrebbe avuto l’onore della custodia annuale era l’antico gioco “del tocco”: la famiglia vincitrice accoglieva il quadro nella propria casa, che diventava per un anno la dimora del sacro dipinto.
Quella della Madre Pietà dei Massari è una processione popolare carica di pathos, scandita da tradizioni che si rinnovano di anno in anno: le caratteristiche “annacate” lungo il percorso, l’ingresso nel Palazzo del Notaio Fodale e la suggestiva sosta notturna nella cappella allestita in Piazza Lucatelli, dove la Pietà viene vegliata da donne e devoti fino al rientro, previsto per la sera successiva, nella Chiesa del Purgatorio.
Ad accompagnare musicalmente la processione sarà, per la prima volta, la banda “Pietro Mascagni”, diretta dal maestro Alberto Anguzza. Una novità che segna la fine di un lungo periodo, durato oltre trent’anni, durante il quale il martedì Santo era un continuo echeggiare delle note della banda di Paceco. Per il resto, tutto dovrebbe procedere secondo i canoni della tradizione, meteo permettendo, visto che nella giornata di oggi e di domani, è prevista molta pioggia.
Di seguito il percorso completo della processione, che quest’anno partirà dalla Chiesa Maria SS. Immacolata (Collegio), in Corso Vittorio Emanuele.
Martedì Santo – 31 Marzo 2026
Uscita ore 16.00 – Chiesa Maria SS. Immacolata (Collegio)
Corso Vittorio Emanuele
Via Torrearsa
Piazza Saturno
Piazza Scarlatti
Piazza Sant’Agostino
Via Argentieri
Piazza Notai
Via Cuba
Via Barone Sieri Pepoli
Via delle Arti
Via Torrearsa
Via Libertà
Via Mancina
Via Lombardo
Via Ximenes
Corso Vittorio Emanuele
Via Verdi
Via San Francesco d’Assisi
Piazza Purgatorio
Via San Francesco d’Assisi
Via Barlotta
Via Tartaglia
Via Custonaci
Via Corallai
Corso Vittorio Emanuele
Via Santa Lucia
Via Sant’Anna
Via Botteghelle
Piazza Jolanda
Corso Vittorio Emanuele
Via Libertà
Piazza Matteotti – ingresso Palazzo Notaio Fodale
Piazza Matteotti
Via Libertà
Via Torrearsa
Viale Regina Elena
Piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
Piazza Lucatelli
Ingresso in cappella e sosta notturna – ore 22.00
Mercoledì Santo – 1 Aprile 2026
Processione di rientro
Uscita dalla cappella ore 22.30 – Piazza Lucatelli
Via Turretta
Via Nunzio Nasi
Via Serisso
Corso Vittorio Emanuele
Rientro – ore 00.30 presso la Chiesa Maria SS. Immacolata (Collegio)
Francesco Genovese

Misteri, almeno ci restano loro
Negli ultimi mesi Trapani ha conosciuto un ciclone che ha travolto sport, informazione e parte della sua vita pubblica. Tra esclusioni, penalizzazioni e segnali televisivi spenti, la città si muove tra cantieri e transenne: lavori che provano a disegnare un futuro diverso (pur contrastando le opinioni di una buona parte della cittadinanza) e interventi necessari per combattere le ataviche criticità urbane che si trascinano da troppo tempo.
Eppure, mentre il rumore di queste vicende fa da colonna sonora alle cronache quotidiane, Trapani torna a guardare al rito che da oltre quattro secoli ne custodisce memoria e identità: la Processione dei Misteri, che, nel corso della sua storia, è stata stoppata soltanto dalla guerra mondiale e dai due anni di pandemia Covid. L’edizione 2026 si appresta ad essere ricordata come una processione speciale, perché, dopo sessantotto anni dall’ultima volta, avrà per epicentro la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, per via dei lavori attualmente in corso nella chiesa del Purgatorio.
A causa di ciò, la tradizionale aria di attesa che si respira solitamente in questo periodo è ancora più marcata, perché c’è la consapevolezza di apprestarsi a vivere una pagina di storia speciale, che verrà ricordata per sempre. L’itinerario di quest’anno sarà interamente incentrato sulle vie del centro storico, la cornice naturale di questa lunga processione piena di storia, nonostante lo storcere del naso di alcuni ristoratori che ogni anno vedono il passaggio dei Sacri Gruppi quasi come un fastidio, per via dello smontaggio dei loro ingombranti e a volte pacchiani posti a sedere all’aperto. Per il resto, nonostante la modifica della propria “dimora”, i Sacri Gruppi dei Misteri sono pronti ad essere riabbracciati dalla gente, accompagnati dalle tradizionali marce funebri, le cui note echeggeranno per ventiquattro ore, in attesa della Pasqua. Con la speranza che a risorgere siano anche i cuori di una città ferita dalle vicende sportive che continueranno ad essere cronache quotidiane per chissà quanto altro tempo. L’auspicio è che lo sport e l’informazione televisiva in città tornino ad occupare il posto che meritano, stavolta senza finti messia.
Francesco Genovese
Articolo pubblicato sul periodico EXTRA, ANNO 27 – n.117 – Marzo/Aprile 2026

I Misteri al Collegio e il profondo legame con la città
E' ufficiale: i Misteri vanno al Collegio
Come avevamo anticipato lo scorso 23 novembre https://www.tp24.it/2025/11/23/cultura/trapani-i-misteri-cambiano-casa-verso-lo-spostamento-al-collegio-ecco-perche/226280 , i Sacri gruppi dei Misteri saranno spostati nella chiesa del Collegio a partire da martedì 9 dicembre.
Il cambio temporaneo di dimora dei Misteri è dovuto ai lavori sia interni sia esterni, iniziati lo scorso mese di luglio presso la chiesa del Purgatorio, e considerato che non termineranno prima della prossima estate, si tratta di un atto dovuto per permettere la prosecuzione dei lavori con la chiesa sgombra.
Per motivi organizzativi e logistici, lo spostamento verso la Chiesa del Collegio dei Gesuiti in Corso Vittorio Emanuele, avverrà in tre giorni, 8 gruppi il 9 dicembre, altri 8 il 10 dicembre, e infine l’Addolorata e i due quadri delle Pietà l’11 dicembre. Rimangono fuori per il momento, i gruppi “La Separazione”, “L’Ascesa al Calvario” e “Il Trasporto al Sepolcro” che si trovano in Via Garibaldi per interventi di restauro, anche se quest’ultimo, il cui intervento riguarda solo la vara, si pensa che sarà trasportato al Collegio entro Natale.
Nel frattempo l’Unione Maestranze sta lavorando per modificare l’itinerario che era stato approvato internamente a Novembre, ma anche per organizzare logisticamente le Scinnute che inizieranno il prossimo 20 febbraio. Le modifiche al percorso non saranno sostanziali, ma bisognerà tenere conto di tanti fattori per permettere uno svolgimento lineare della processione lungo le strade.
Inoltre, cambieranno un po’ di cose in termini logistici(piano di sicurezza, vie di esodo, punti di incontro di bande e processioni, etc.), rispetto a quella che era la gestione della piazza antistante la chiesa del Purgatorio, ormai perfettamente bilanciata con l’organizzazione della processione, ma non c’è dubbio che l’Unione Maestranze riuscirà a gestire questa “novità” per il venerdì Santo del 2026.
Di certo si vivrà una sorta di ritorno al passato, visto che i Sacri Gruppi sono già stati custoditi al Collegio dal 1947 al 1957, e il confronto con la processione degli anni 50 sarà subito lampante, poiché nel corso degli anni si è amplificata sotto tutti i punti di vista, e nonostante le perplessità avanzate da alcuni cittadini sulla buona riuscita della processione dalla Chiesa del Collegio, ciò che conta sarà la processione lungo le strade e tutto il resto verrà da sé, magari rinunciando alle stesse modalità in cui avviene solitamente l’uscita e l’entrata dalla chiesa del Purgatorio e per una volta tanto, adattando la processione ai luoghi e non viceversa.
L’importante è scrivere una nuova pagina di storia, regalando agli occhi dello spettatore le emozioni di sempre, e perché no, anche qualche bruttura che ha sempre fatto da contorno in questa maestosa processione secolare che rappresenta l’identità culturale e storica della città di Trapani.
Francesco Genovese







