Si è conclusa l’edizione 2026 della processione dei Misteri di Trapani. Considerata l’uscita dalla Chiesa del Collegio dopo quasi settant’anni, ma anche i proclami iniziali da parte del presidente dell’Unione Maestranze, ci si aspettava di assistere ad un’edizione memorabile, ma invece sono state tante, troppe le cose che non hanno funzionato. Cominciamo intanto dalla pedana utilizzata per l’uscita, che era stata utilizzata in passato per le processioni della Pietà del Popolo quando usciva dalla chiesa dell’addolorata e riadattata per la chiesa del Collegio. Si sarebbe dovuto tener conto maggiormente della pendenza che ha causato parecchie difficoltà per l’uscita e per l’entrata, soprattutto per i gruppi più lunghi e pesanti. E poi, nonostante l’uscita abbastanza spedita dei primi gruppi dalla Chiesa, già nelle prime ore di processione si sono creati parecchi distacchi tra un gruppo e l’altro, costringendo gli ultimi gruppi a fare le “corse” per ricompattarsi, oppure i primi gruppi a fermarsi per cercare di mettere una “pezza” e non perdere il controllo dell’intera processione.

Durante la processione di rientro in chiesa, si è creato pure un curioso episodio, quando i processionanti del gruppo “Gesù nell’orto”, il terzo mistere curato dagli ortolani, hanno perfino sbagliato percorso, quando giunti in Cattedrale, non hanno girato per Via Papa Giovanni XXXIII, per poi fare dietrofront. Eppure, di componenti dell’Unione Maestranze in giro lungo la processione con tanto di ricetrasmittenti ed auricolari, ce n’erano tanti. A cosa serve dunque fare proclami pavoneggianti prima della processione, se poi si vengono a creare queste spiacevoli situazioni che sminuiscono la bellezza e l’importanza di una processione che rappresenta la vera identità della città?

Forse, se anziché pensare ad inventare un inno delle maestranze di cui se ne poteva fare decisamente a meno, si fosse pensato ad evitare i soliti atavici problemi organizzativi della processione, sarebbe stato meglio.  Ad ogni modo, molti ceti hanno fatto la propria processione con compostezza e soprattutto con spiritualità, per cui che la processione non sia stata memorabile, non significa che sia tutto da buttare, ma che ci siano tantissime cose da migliorare, è fuori da ogni dubbio.  Una processione così imponente, unica nel suo genere, non può essere ostaggio delle sedi dei ceti dove avvengono delle estenuanti battute musicali che sicuramente stancano lo spettatore che non conosce e sicuramente non comprende questa brutta abitudine che col passare degli anni si è amplificata.

Ad ogni modo, il fascino dei Sacri Gruppi lungo le strade del percorso riesce a far dimenticare, soprattutto durante le fasi notturne, tutte le brutture che moltissimi spettatori hanno notato. Le strade del centro, pur considerato che un percorso limitato al solo centro storico non piace a tutti, era un continuo echeggiare di marce funebri tra una strada e l’altra, anche se determinati “entra ed esci” su strade perpendicolari e parallele, hanno sicuramente creato un po’ di confusione. Per il resto, chiudendo gli occhi sulle cose che è meglio non vedere, è stata tutta bellezza; si, perché la nostra processione è davvero bella e sicuramente meriterebbe di più, sia da certi addetti ai lavori che da parte dei tanti trapanesi che non hanno mai saputo dare la giusta importanza a ciò che rappresentano i Misteri di trapani per la nostra cultura, storia e tradizione. Tornando alla mera cronaca sulla conclusione della processione, l’Addolorata è entrata al Collegio intorno alle 14, e poco prima della conclusione, il Vescovo ha letto un discorso denso di significato, dove si auspicava che il lungo cammino di queste ore possa lasciare una traccia nella nostra vita, ponendosi delle domande, una fra tutte: Quali processi sono maturati in noi durante la processione? Inoltre, Mons. Fragnelli ha toccato ancora argomenti importanti come il problema dell’acqua, l’immigrazione e i femminicidi, e poco prima della benedizione, si è complimentato con chi ha preso parte alla processione con ordine e spiritualità e non soltanto per la pubblicità.

Appuntamento, dunque, al 26 marzo 2027: il conto alla rovescia per la prossima processione dei Misteri è appena cominciato, sperando che il prossimo anno si creino meno aspettative e più sostanza, ovvero quel contenuto profondo che molto spesso viene messo da parte da tante altre cose di poco conto

 

Francesco Genovese

Misteri2026 - ascesa al calvario corso vittorio emanuele