Prende il via oggi pomeriggio alle 16 la storica processione di San Francesco di Paola a Trapani, ovvero la processione festosa più importante che si tiene in città.
A causa dei lavori di restauro (che a quanto pare vanno molto a rilento) della sua chiesa di appartenenza, la processione partirà anche quest’anno dalla chiesa di San Pietro. Come di consueto, il pesante simulacro uscirà portato in spalla dai devoti e accompagnato dalla banda “Città di Trapani”, diretta dal maestro Alessandro Carpitella. Dopo un breve tragitto nel quartiere di San Pietro(Via Serraglio, Via Fiscale, Largo San Pietro, Via San Pietro, Via Quiete), non appena raggiunto il corso Italia, la vara verrà poggiata su un carrello a ruote per proseguire la processione lungo le strade della città. Lungo il tragitto, la processione si fermerà per un momento di preghiera dinanzi alla cappella della Madonna dei Marittimi in via XXX Gennaio e poi al porto, dove sarà gettata in mare una corona di fiori in memoria delle vittime del mare, essendo il Santo taumaturgo cosentino protettore dei marittimi. Quest’anno, a causa dei famigerati lavori della BRT, la processione percorrerà la banchina del porto entrando dal varco Marinella e uscendo dal varco Garibaldi.
La processione poi proseguirà il suo cammino verso il cuore del centro storico, fino ad arrivare al porto peschereccio con la tradizionale benedizione dei pescherecci e l’offerta dei ceri votivi, al termine dei quali ci saranno i giochi pirotecnici.
A seguire, inizierà la processione di ritorno verso la chiesa di San Pietro, dove la vara verrà nuovamente staccata dal carrello a ruote e sarà “annacata” allegramente in spalla per la tradizionale entrata in chiesa.
È una festa dal sapore tipico della genuinità popolare, che incarna dentro di sé una Trapani festosa, la quale si riunisce al centro per celebrare quello che rappresenta, in un certo senso, il “Santo patrono morale” della città, visto lo scarso seguito che accompagna il vero patrono di Trapani, ovvero Sant’Alberto. Le caratteristiche principali di questa processione cambiano registro più volte, con la parte iniziale e finale contraddistinte dai “W San Francesco di Paola” invocati dalla gente, e i momenti di preghiera durante la parte centrale dell’itinerario, recitate da padre Giuseppe Bruccoleri e da padre Antonino Castelli. Il tutto è sempre alternato dalle marce allegre della banda di Trapani, che ritorna ad accompagnare la processione di “Santu Patre” dopo oltre un trentennio. L’unico neo di quest’anno è che la processione non percorrerà il quartiere del Santo poiché quando è stato stilato l’itinerario, c’erano delle impalcature in Via Mercè che sono state rimosse soltanto a ridosso della Settimana Santa, quando ormai era troppo tardi per ridefinire il percorso.
La chiesa di San Francesco di Paola fu costruita tra il 1630 e il 1794, e all’interno della sagrestia è custodito un cinquecentesco mezzobusto in gesso policromo del Santo (anche se attualmente si trova a San Pietro), proveniente dall’antico convento dei Padri Minimi che sorgeva nell’attuale via Convento San Francesco di Paola, in Casa Santa. Tutto ciò conferma le origini antichissime della devozione della città verso il Santo calabrese, che fu proclamato patrono di Trapani nel 1726 in seguito al prodigio del “sudore” del mezzobusto cinquecentesco.
Probabilmente fu in seguito a tale evento prodigioso che, nel 1729, Giacomo Tartaglio realizzò la bellissima ed imponente statua venerata dai trapanesi nella chiesa omonima del centro storico. È una statua che da sola pesa circa 250 kg e che, insieme al peso della vara e di tutti i ceri votivi, supera di gran lunga la tonnellata.
Il ripetersi di questa processione, nonostante il cambio temporaneo di “sede”(per il secondo anno consecutivo), per l’uscita e l’entrata del Santo, rappresenta il momento devozionale più alto della città di Trapani, dove i canoni usuali delle processioni assumono connotati unici, difficilmente riscontrabili in altre circostanze. Nonostante ciò, pur considerato il grandissimo seguito di fedeli che seguono la processione, non è stata emanata nessuna ordinanza comunale per far rimuovere tavoli, ombrelloni e dehor lungo le strade pedonali del centro storico dove passerà la processione, al contrario di quanto accade per le processioni della Settimana Santa o per le feste patronali.
Per assurdo, e non è la prima volta che capita, l’ordinanza si riferisce soltanto ai divieti di sosta lungo il tragitto, e tutto ciò significa che la processione dovrà fare gincana tra i tavoli, anche se in alcuni punti, la rimozione temporanea di tavolini sarà necessaria a prescindere.
Purtroppo molto spesso le istituzioni che a parole sono vicine ai riti della nostra tradizione, di fatto non pensano che una processione come quella di “Santu Patre”, che rappresenta per Trapani il fulcro della propria identità, sicuramente è più importante di qualche ora senza gli ingombranti tavoli delle attività commerciali.
Ad ogni modo tutto è pronto per le 16 quando si scriverà una nuova pagina di storia cittadina, sperando che presto, la pesante statua del Santo taumaturgo cosentino possa tornare nella sua chiesa di appartenenza, perché è da lì che da secoli vive questa processione.
In fondo, le tradizioni cosa sono? Non sono altro che il tramandare usi, costumi, saperi, credenze e pratiche da una generazione all’altra. E in questo trasmettere e tramandare nel corso dei secoli, sono importanti anche i luoghi, perché essi giocano un ruolo essenziale nel mantenere vive le tradizioni culturali: non sono solo sfondi fisici, ma spazi carichi di significato, in cui si depositano e si rinnovano nel tempo gesti, riti e narrazioni che danno forma alla memoria collettiva.
Francesco Genovese


