Prende il via oggi alle 14, dalla Chiesa del Collegio dei Gesuiti, la secolare Processione dei Misteri di Trapani. I diciotto gruppi sacri, insieme ai due simulacri, attraverseranno la città portati a spalla e accompagnati dal ritmo lento delle marce funebri. Per 24 ore, le strade si riempiranno di gesti antichi, suoni solenni, profumi intensi e colori suggestivi, in un intreccio profondo di devozione, memoria, tradizione e purtroppo anche innovazioni.

L’uscita di quest’anno rappresenta un ritorno al passato, in quanto l’ultima volta in cui la processione ha preso il via dalla chiesa del Collegio è stato nel 1958. Gli stessi gruppi che varcheranno quella soglia, quasi settant’anni dopo, davanti ad una società totalmente cambiata, sulle strade di una città dove molto spesso gli atavici problemi di allora sono ancora persistenti, e dove in primis anche la processione stessa è totalmente diversa, per certi versi anche stravolta rispetto a quel 1958 sotto tutti i punti di vista: logistico, storico e culturale. 

E proprio quest’anno, dove un ritorno al passato dovrebbe far riflettere sull’importanza della storia, ecco che l’Unione Maestranze, su iniziativa del presidente, ha deciso di far cantare “L’inno delle maestranze” proprio prima dell’apertura della processione. Si tratta di un inno intitolato “L’ardor dei fieri consoli”, il cui testo è stato scritto da Giuseppe Vultaggio e musicato dal maestro Michele Gerardi della banda di Marausa. Senza entrare nell’analisi del testo che sembra scritto nei primi anni del ‘900, e senza alcuna critica dal punto di vista musicale, visto che Gerardi è un bravo musicista, siamo proprio sicuri che questa processione storica avesse bisogno di un’inno? Credo proprio di no. 

Il punto è proprio questo: una processione secolare che rappresenta il cuore e l’identità della città di Trapani, non si merita di essere stravolta da continue novità, visto che a questo ci pensa già lo scorrere degli anni. Gli stessi anni che hanno visto cancellare la Confraternita di San Michele che introdusse la processione dei Misteri ben quattro secoli fa e che da oltre un quarto di secolo non apre più il lungo corteo con i suoi cappucci bianchi, il sacco rosso e lo stendardo con la scritta “Quis ut Deus”. Ecco, se proprio c’è una cosa di cui la processione dei Misteri ha bisogno, è proprio un ritorno al passato, magari con una rievocazione storica della Confraternita, visto che non esiste più, anche per rendere omaggio e simboleggiare ciò che è stato, poi tutto il resto viene dopo.

Ad ogni modo, va dato merito all’Unione Maestranze, di saper organizzare una processione che ai giorni nostri è diventata maestosa e complessa e quello che potrebbe sembrare un semplice cambio di sede dei Sacri Gruppi, rappresenta senza dubbio una sfida importante dal punto di vista logistico, e l’auspicio è quello che tutto vada per il meglio.

L’itinerario di quest’anno vedrà percorrere le strade del centro, in base all’alternanza che di anno in anno vede l’introduzione della via Fardella. Al centro storico i Misteri assumono un fascino particolare, dove i Sacri Gruppi vengono maggiormente valorizzati. 

Anche nel percorso non si possono ignorare determinate abitudini di percorrere quelle strade dove persistono le sedi associative dei vari ceti, mentre anticamente l’itinerario si basava sulle chiese nelle quali la processione entrava ed usciva, e il passaggio davanti le sedi, che sembrano essere delle vere e proprie ambasciate della sede principale dell’Unione Maestranze, comporta dei rallentamenti fatti di lunghe ed estenuanti “battute musicali” che creano distanze e spezzano il ritmo tra un gruppo e l’altro. Si tratta di momenti che molto spesso non vengono capiti dagli spettatori ai bordi delle strade, soprattuto dai turisti.  Ad ogni modo c’è tanto fermento in città, perché la processione di Misteri è senza ombra di dubbio l’unico evento importante che si svolge a Trapani, e la voglia di rivedere i Sacri Gruppi per le strade è tanta, soprattutto di notte, quando la processione assume un fascino senza paragoni, e dove i Gruppi sono i veri protagonisti rispetto allo sfilare dei consoli e dei processionanti. Poi dalla notte si passerà all’alba, quando le processioni si ricomporranno per percorrere la strada di rientro verso la Chiesa, fino all’ultimo colpo di “ciaccula” a sancire, meteo permettendo, l’edizione 2026 della processione dei Misteri.

Che questo venerdì Santo sia un cammino fatto di fede e folklore, che riscalda il cuore di chi lo vive, e soltanto domani, dopo l’entrata dell’Addolorata nella chiesa del Collegio, si potranno tirare le somme.

Francesco Genovese

Ecco l’itinerario della processione dei Misteri:

Chiesa del Collegio dei Gesuiti (uscita ore 14,00)

Via Tintori

Via Nunzio Nasi

Via Custonaci

Via Corallai

Piazza Jolanda

Corso Vittorio Emanuele

Via Libertà

Via Torrearsa

Via Teatro

Piazza Scarlatti

Via Argentieri

Piazza Notai

Via Cuba

Piazza Cuba

Via Barone Sieri Pepoli

Via Garibaldi

Piazza Municipio

Via XXX Gennaio

Via Osorio

Via Mazzini

Via Scontrino

Piazza Vittorio Emanuele (Sosta)

RIPARTENZA

Viale Regina Margherita

Via Palmerio Abate

Via Bastioni

Via Mercé

Via Aperta

Via Magistrale

Via San Michele

Via Santa Elisabetta

Corso Italia

Piazza Scarlatti

Via Sant’Agostino

Piazza Sant’Agostino

Via Torrearsa

Corso Vittorio Emanuele

Via Tintori

Via Nunzio Nasi

Via Serisso

Via San Francesco d’Assisi

Via Barlotta

Via Tartaglia

Viale Duca d’Aosta

Via Cristoforo Colombo

Via Silva

Via Piloti

Largo delle Ninfe

Via Carolina

Corso Vittorio Emanuele

Via Papa XXIII

Piazza Matteotti

Via Libertà

Via Mancina

Corso Vittorio Emanuele

Chiesa del Collegio dei Gesuiti (rientro gruppi dalle ore 08,30)

Misteri di Trapani - La ferita al costato