90E’ calato il sipario sulla secolare processione dei Misteri; poco dopo le 15  il simulacro dell’Addolorata ha fatto rientro nella chiesa del Purgatorio dopo il consueto discorso del Vescovo incentrato sui silenzi delle nostre anime da affidare al Signore. Nonostante i buoni propositi, l’edizione 2015 della processione dei Misteri è stata a dir poco disastrosa. Tanti sono stati i fattori che hanno provocato questa debacle, primo tra tutti il personalismo e l’egoismo di alcuni ceti che hanno accumulato un ritardo considerevole poco prima del rientro in piazza Purgatorio, come per esempio il ceto dei pescatori che all’altezza del largo delle Ninfe si é dilungato in stancanti “battute”(intere esecuzioni di marce funebri con il gruppo in spalla ndr),mentre il resto della processione si trovava ancora al porto peschereccio.

Anche la serata del venerdì Santo non è andata benissimo lungo le parti finali del tragitto verso piazza Vittorio Emanuele, in cui l’Addolorata ha fatto capolinea alle 1.40, orario sicuramente fuori luogo per la funzione religiosa che era prevista per le 23.30. Lungo le strade del centro storico la processione si è svolta compatta con svariati sfilacciamenti in alcune zone, per poi ricompattarsi totalmente nella tarda mattinata di ieri lungo l’ultimo tratto di corso Vittorio Emanuele.

All’alba di ieri il Vescovo Fragnelli ha raggiunto il primo gruppo in piazza Generale Scio e alla nostra domanda su cosa manca a questa processione per crescere, ha risposto: “Di strada da fare ce n’è, ma occorre maggiore sinergia tra i vari gruppi”; anche durante il discorso di chiusura, Mons. Fragnelli ha rimarcato il problema degli eccessivi ritardi, a causa dei quali bisogna chiedere scusa al popolo trapanese.

153Amareggiato Vito Dolce che, in qualità di presidente dell’Unione Maestranze, ha assunto le proprie responsabilità, anche se c’è stato un vero e proprio sabotaggio da parte di alcuni ceti che alla prossima riunione del direttivo andranno incontro a delle sanzioni. Anche molti turisti sono rimasti delusi di come si sia svolta la processione, considerando che piazza Purgatorio si stava riempiendo già alle 7, mentre il primo gruppo è entrato in chiesa poco prima delle 10, anche se il ritardo è stato poi leggermente recuperato, ma ciò non giustifica quanto è accaduto ieri, perché la processione dei Misteri non merita di essere plagiata e sminuita dagli atteggiamenti degli addetti ai lavori, considerando che si tratta di una processione religiosa e non di un sfilata senza identità: per l’appunto l’identità perduta di una secolare tradizione che ieri probabilmente ha ferito il cuore dei trapanesi.

Articolo pubblicato su LA SICILIA del 5 aprile 2015

 


 

CONSIDERAZIONI AGGIUNTIVE

169Che la processione sarebbe andata male, avevo avuto qualche sentore durante le prime fasi dell’uscita: un’ora è decisamente troppa per far uscire i primi tre gruppi dal portone della chiesa, ma poi nello stesso tempo ho pensato che il tempo si sarebbe recuperato. E così è stato per più volte lungo il percorso, quando per fare compattare la processione la “Spartenza” veniva fermata. Lungo la via Mercè, dove ho assistito a tutta la processione, tranne qualche rara eccezione, tutto è andato discretamente. I problemi sono sorti all’altezza della chiesa di San Francesco di Paola, con battute intere da parte di più gruppi che hanno causato ulteriori sfilacciamenti, ripetuti in seguito nelle ultime fasi del percorso prima della sosta in Piazza Vittorio.

Il problema principale dell’uscita sono i troppi momenti di raccoglimento,ma non solo quello: basta notare il fatto che i Sacri Gruppi poco prima di uscire, iniziano ad “annacarsi” a metà chiesa e non davanti al portone. Anche l’itinerario è stato uno dei punti critici di questa edizione, non per il passaggio al centro storico, ma per il tratto Via Palmerio Abate, Via Osorio, Via Spalti, Via Marinella, Via Mazzini e Via Scontrino, che in un certo senso ha fatto rimpiangere la sempre discussa Via Fardella(che io ho sempre odiato tra l’altro).

In Piazza Vittorio, vista l’ora tarda, regnava il bivacco a tal punto che sembrava di essere in una qualsiasi sagra di paese, e anche la funzione religiosa che doveva essere il fiore all’occhiello di questa edizione, è stata una cosa fallimentare.

Ricordo che una volta la funzione religiosa si svolgeva in orari più consoni, con un palchetto allestito che dava solennità alla cosa e non con una semplice pedana piazzata in maniera approssimativa.

Poi sono tante le cose, dal punto di vista estetico, che hanno lasciato a desiderare: sempre in via Mercè, i processionanti del gruppo “La coronazione di spine” del ceto dei fornai, mangiavano pane durante la processione, tutti in blocco, senza nemmeno avere la delicatezza di spostarsi in qualche vicolo, magari a turno, per rispetto degli spettatori, anche perché erano soltanto le 19 e 15 e non le 22:00.

IMG_1136Altra criticità estetica, l’utilizzo di led a luci bianche da parte di alcuni ceti, come per esempio i led utilizzati nel retro della balconata argentea dell’Ecce Homo: uno schiaffo alla straordinaria bellezza di questo gruppo.

10885464_899794190040734_668858395081890366_nPoi è palese la mancanza di omogeneità in questa processione, dove alcuni consoli per fortuna riescono a mantenere, ma ci sono delle eccezioni, come per esempio i cordoni o collari, che dir si voglia, indossati dai consoli dei ceto dei muratori e da quelli dell’Addolorata, con tonalità di colore diverse a seconda della carica rivestita: è una cosa che accade da qualche anno, indubbiamente di cattivo gusto estetico. Una volta l’Addolorata si distingueva perché veniva portata in spalla da uomini vestiti di bianco e rosso, e da trapanese mi dà fastidio notare una distinzione per questi cordoni attorno al collo, perché basterebbe una semplice targhetta sul taschino della giacca dei consoli.

Ad ogni modo non è stato tutto da buttare, ho visto anche molta compostezza da parte di molti ceti, che come ogni anno, pur vivendo in ristrettezze economiche, portano avanti il proprio gruppo con dignità, vedi per esempio i pescivendoli, i pittori, i sarti e tappezzieri, i salinai,  i pastai e così via.

0404153298Ma veniamo a ciò che ha provocato lo sfracello di questa edizione. Come previsto, il Vescovo Fragnelli doveva raggiungere il primo gruppo al largo delle ninfe e accompagnarlo in processione fino al Purgatorio. Alle 5.30 il primo gruppo era perfettamente sfilato e pronto per continuare la processione all’altezza di Piazza Generale Scio. C’erano tutti, c’era il Sindaco Damiano, c’era l’ex Sindaco Fazio, e dopo un po’ è arrivato anche Sua Eccellenza il Vescovo. Peccato che tutto era bloccato perché il gruppo de “La lavanda dei Piedi” stava facendo una “vutata” lunghissima, credo davanti la propria sede, con le aste quasi dentro. Le lamentele generali della gente stanca di aspettare per strada dicono che il gruppo dei pescatori ha effettuato cinque battute lungo quel tratto di strada, mentre i restanti gruppi “abbuffavano” dal freddo, come si dice alla trapanisa, nei pressi del porto peschereccio, e centinaia di persone piazzati in Corso Vittorio Emanuele e in piazza Purgatorio si chiedevano che fine avessero fatto i Sacri Gruppi.

Anche all’inizio di Corso Vittorio Emanuele si sono creati degli sfilacciamenti poi recuperati soltanto dopo l’incrocio con Via Libertà.

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Ph Adriano Auci

Nel frattempo il centro storico pullulava di persone… erano quasi le 8 e il primo gruppo era ancora in Corso Vittorio Emanuele e in piazza Purgatorio si leggeva la delusione negli occhi delle tantissime persone piazzate dietro le transenne…fino ad arrivare alle 9 e 40 con l’arrivo in piazza di tamburi e del primo gruppo che ha iniziato l’entrata in chiesa.

Per un momento si era vociferata la possibilità di tagliare il percorso e far rientrare i gruppi direttamente da Via Domenico Giglio, ed evitare la via Turretta e via Nunzio Nasi, ma poi il tragitto si è percorso interamente.

Per fortuna, visto il terribile ritardo, sono stati concessi ai gruppi 10 minuti ciascuno per entrare in chiesa, “Ascesa al Calvario” compreso, restringendo i tempi generali di entrata. Chi più chi meno, diciamo che i dieci minuti sono stati rispettati, ma a mio avviso si poteva fare di più da parte dei singoli.

Da trapanese, mi sento ferito nell’orgoglio, mancato di rispetto perché ieri la processione dei Misteri è decisamente morta e insieme alla processione è morta anche l’Unione Maestranze.

Lo storico Giovanni Cammareri dice sempre che questa processione è una ferrari con il motore di una 500. Ebbene sì… infinte potenzialità buttate nel vento da coloro che sono i custodi di questa secolare processione che rappresenta l’anima di questa città.

E’ indubbio che le diatribe all’interno dell’Unione non sono mai mancate, ma quando si supera il limite, è evidente che il problema è davvero difficile da risolvere. E invece molti componenti dei vari ceti pensano soltanto ai contributi, pensano ad apparire, a fare panza parata, a fare le vutate davanti le sedi, ad offendersi se qualche altro ceto non si ferma davanti la propria attività.

E’ questo fare processione?

241Secondo me no…ma sono sicuro che, passata quest’aria di bufera, tutto andrà nel dimenticatoio… perché questi signori custodi della tradizione, pensano soltanto al proprio gruppo e non all’intera processione.

Se fossi stato il Vescovo, e lo dico sinceramente, avrei sciolto la processione già al Largo delle Ninfe,ordinando il rientro immediato, perché a volte soltanto i gesti plateali e severi riescono a ricucire le grosse falle che persistono in questa processione che ieri ha dimostrato essere la peggiore d’Italia, e non la migliore come meriterebbe. E’ inutile parlarne all’Expò o invitare i turisti… bisogna prima riorganizzarla questa processione. Perché se la gente viene ancora qui ad assistere al nostro bene più prezioso, è soltanto per la bellezza di queste opere d’arte e non per vedere tutti voi che implodete nei vostri stessi atteggiamenti, che pensate di poter essere più imponenti se vi annacate mezzora davanti le sedi o se credete di essere più furbi per fare gli sgambetti ai ceti nemici.

Io commento questa processione da 10 anni ormai, e la seguo fin da piccolo come tantissimi trapanesi affezionati; sono consapevole che dopo questo mio commento, molti mi toglieranno il saluto, alcuni mi chiameranno al telefono (come è già successo ieri) e molti altri diranno che è facile criticare la processione da dietro una tastiera.

Benissimo… a me sta bene così..anche perché ci sono abituato… ma la mia onestà intellettuale mi permette di ignorare determinati comportamenti, poiché ho sempre dimostrato di saper lodare quando c’è da lodare e criticare quando c’è da criticare..basta leggere i miei pezzi scritti dal 2005 ad oggi.

A mio avviso, le critiche servono a far crescere in meglio un po’ tutto e non soltanto questa triste, tristissima processione.

 

Francesco Genovese

 

 

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