3Da quando ho iniziato a scrivere sui Misteri di Trapani, mi sono sempre sentito una sorta di “mosca bianca” rispetto alle opinioni generali della gente. Eppure il mio occhio critico, a volte ammetto un po’ puntiglioso per certi versi, mi ha sempre spinto a continuare ad esprimere le mie idee, fin dai tempi del tanto amato e frequentato forum “Agorà dei Misteri” fondato da Beppino Tartaro più di 10 anni fa e adesso non più esistente.

In tutti questi anni ho capito che quando si parla dei Misteri di Trapani, puoi dire tutto, tranne che criticare l’ambiente che li circonda e da quel momento in poi, a seconda se critichi una o l’altra fazione(anche se molto spesso nell’ambiente dei Misteri, di fazioni ce ne sono tante), lo scrivente si rende conto a chi ha dato fastidio o meno.

Quest’anno invece sono rimasto sorpreso dalle attestazioni di stima e di condivisone da parte della gente in generale dopo il mio pezzo scritto al termine della processione, un pezzo composto sia dall’articolo che ho pubblicato su La Sicilia del 5 aprile 2015, sia dalle mie ampie considerazioni aggiuntive che, per ovvi motivi di spazio, non si potevano scrivere sul giornale.

Pensavo che ciò che per me era “l’identità perduta di una secolare processione”, sarebbe stato il solito pezzo letto da tanti ma condiviso e commentato da pochi; tutt’altro invece, con mia somma sorpresa.

E’ evidente che ciò che per me è stata una vera e propria debacle, lo è stato anche per tante altre persone che hanno assistito alla più triste processione degli ultimi anni, magari anche con motivazioni diverse, ma con un denominatore comune generale: LA PROCESSIONE DEI MISTERI DEVE ESSERE RIFONDATA DALLE BASI.

Il problema è sempre quello: molti addetti ai lavori si sentono i proprietari dei Sacri Gruppi che però appartengono al patrimonio della città e dei suoi cittadini. Certo, a loro va riconosciuto l’impegno di prodigarsi per organizzare la processione e di occuparsi dei Sacri Gruppi per tutti 365 giorni di ogni anno, su questo non c’è dubbio, ma quando all’interno dell’Unione Maestranze viene a mancare la capacità dell’autocritica e sopratutto del saper ascoltare e saper accettare le critiche che vengono dall’esterno, significa che c’è un muro troppo spesso che divide l’occhio dello spettatore dall’occhio di chi c’è dentro, e quindi giù con i rancori, giù con il parlare dietro le spalle e giù con i saluti e le smorfie.

A mio avviso se questo muro non ci fosse, sarebbe tutto molto più semplice, perchè è alla cittadinanza che l’Unione Maestranze(ammesso che esista ancora Unione) deve rispondere sempre e comunque.

Diverse e sostanzialmente variegate sono state invece le reazioni da parte degli addetti ai lavori, qualcuno mi ha scritto in privato, altri pubblicamente e altri mi hanno telefonato, mentre tantissimi, pur avendo letto il pezzo, hanno ignorato le motivazione che mi hanno spinto a scrivere determinate cose. Anche il video sui processionanti dei fornai che mangiavano(sul quale voglio ribadire che non ho nulla contro il ceto dei fornai), ha scatenato diverse reazioni, per lo più di condivisione della mia stessa indignazione per quanto avevo ripreso e pubblicato non per fare un dispetto, ma bensì per marcare ancora di più il degrado di questa processione, e non per aprire un dibattito riguardo il panino se era imbottito con la mortadella o con la provola.

Il problema dell’edizione appena conclusa della processione non è soltanto legato ai ritardi, perché se fosse solo quello, sarebbe un po’ più semplice il discorso, ma si tratta di un problema più profondo totalmente ignorato dagli occhi ciechi degli addetti ai lavori: la processione ha perso totalmente la propria identità. Quella di quest’anno non è stata una processione, ma semplicemente un’allegorica sfilata carnevalesca, senza pathos, dove le diatribe e le ripicche interne all’Unione Maestranze hanno preso il sopravvento su tutto con in più l’aggravante che ogni singolo ceto parte dal presupposto di poter fare la qualsiasi cosa, senza pensare minimamente se la propria azione possa avere delle conseguenze o meno.

Che il compito di Vito Dolce alla presidenza sarebbe stato arduo lo si sapeva già al momento della sua elezione vista la maggioranza risicatissima che lo aveva eletto, e cosa molto probabile di questo fallimento, è proprio la mancata ampia maggioranza che di per sé rappresentava un punto molto debole.

214Probabilmente su Vito Dolce pesano anni di ripicche dovute al fatto che il gruppo de “L’Ascesa al Calvario”, essendo il più rappresentativo della processione, ha sempre avuto diciamo più spazio in tutto, come per esempio la doppia battuta all’entrata, e le perdite di tempo, a volte quasi giustificate, nelle edizioni passate lungo il percorso. D’altro canto sono note a tutti le polemiche passate legate a precedenti comitati esecutivi che a volte avevano difficoltà a dettare le regole al gruppo del popolo(così come anche ad altri gruppi, ci mancherebbe).

Anch’io in passato ho criticato le entrate dell’Ascesa al Calvario, con tutti i collaboratori attorno e il troppo tempo perduto, partendo semplicemente dal presupposto che per me i gruppi sono tutti uguali e che a mio avviso è giusto dare a tutti lo stesso tempo per l’entrata e di fatto, riguardo l’entrata di quest’anno, si è dimostrato che anche il gruppo del popolo può entrare in 10 minuti, e questo sarà sicuramente anche oggetto di discussione per le prossime edizioni.

Aldilà di tutto però, tutti gli altri gruppi dovrebbero prendere esempio anche dal gruppo del popolo, per l’indiscutibile compostezza che contraddistingue la sua processione, così come compostissime sono le processioni, tra gli altri, dei metallurgici, degli ortolani, salinai, pittori, etc etc.

Ritornando al sucollarecco del discorso, io ho visto molte, troppe cose che sono andate male quest’anno, per cui in quel mio commento c’era tutta la mia comprensibile rabbia da trapanese devoto, per aver assistito alla morte della processione dei misteri che quest’anno si è persa tra personalismi, ripicche, cordoni al collo, panini,  abbigliamenti ed atteggiamenti poco consoni, i cui responsabili probabilmente non erano consapevoli(forse non lo sono mai stati) di ciò che avrebbero causato, perché per molti purtroppo, tutto ciò è normalità.

Tra le reazioni di molti addetti ai lavori, la cosa che mi ha infastidito di più, sono state certe giustificazioni stupide, del tipo “vabbè, tu eri posizionato in via mercè dove non c’era nessuno”, oppure, “è facile puntare il dito da chi non la vive dentro”, oppure “noi siamo devoti”, oppure “è facile criticare da dietro una tastiera” o addirittura che “le critiche sono dettate dall’invidia e dalla malignità”.

Sia chiaro che come sono devoti molti addetti ai lavori, lo sono anch’io anche da semplice spettatore come lo sono sempre stato, perché il fatto di vivere la processione da dentro non significa essere più devoto di chi la processione l’assiste. Anzi aggiungerei che l’occhio dello spettatore vede sempre ciò che all’interno non viene visto. In questi giorni per esempio ho avuto modo di parlare con due miei amici che quest’anno non hanno partecipato alla processione da “addetti”, ma bensì da spettatori come me. Erano inorriditi di quanto avevano visto, proprio come me e anche più di me. La mia domanda è: se quest’anno questi due miei amici avessero partecipato alla processione da addetti ai lavori, sarebbero stati lo stesso inorriditi?

Vogliamo parlare per esempio delle inutili e senza significato “Vutate”, trasformate in intere battute davanti le sedi dei vari ceti??

Due anni fa quando ho intervistato l’Arcivescovo Plotti chiedendo le sue impressioni sulla processione, ricordo perfettamente ciò che mi disse tra le altre cose: “Bisogna vedere se questi uomini portano in spalla semplicemente delle statue oppure sono davvero devoti”.. ed effettivamente è una domanda lecita. Per quanto la “vutata” sia incarnata nella tradizione dei Misteri (anche se viene estremamente e palesemente ingigantita in intere battute davanti esercizi commerciali e sedi dei vari gruppi), io credo che dovrebbero essere le persone a voltarsi verso un gruppo(Cristo o Madonna che sia) e non Cristo o la Madonna a voltarsi verso la gente. Qui sta il paganesimo di questa processione.

Bisognerebbe iniziare proprio da questo punto per capire se in questa processione la componente “folklore” sia più grande della componente “passione e fede”. Quello di girare un gruppo con intere battute davanti sedi etc etc, è ormai un’abitudine di tutti i gruppi…tranne se non sbaglio il simulacro di “Gesù nell’urna”. 35La processione quest’anno è implosa su se stessa, anche per questo e con essa l’Unione Maestranze. E aggiungerei anche che era prevedibile che succedesse ciò, perché ormai il vaso riempito dall’acqua dell’esibizionismo e dell’egocentrismo ha traboccato! Un trabocco fatto di un insieme di cose accumulate negli anni, fatte di decisioni strampalate, sia dal punto di vista estetico che decisionale, tutto a discapito ovviamente della processione.

Io per esempio da anni critico(e l’ho fatto più volte), le modalità con cui si svolgono le fasi dell’uscita…Una volta, e non parliamo di tempi molto lontani, in poco più di due ore e mezza, massimo tre, tutti i gruppi e i due simulacri erano già tutti fuori. Perchè?? Sicuramente per tanti fattori: non c’erano plotoni di consoli schierati davanti al portone(cosa di cattivissimo gusto), i gruppi iniziavano ad annacarsi davanti il portone e non a metà chiesa, si eseguiva una marcia senza ripetizioni di ritornello o trio che dir si voglia, le bande erano DAVANTI ai gruppi, non c’erano tutti questi minuti di raccoglimento etc etc … insomma.. non c’erano le lungaggini dei giorni nostri, non c’era tutta questa pomposità.. e vi assicuro che non sto parlando di chissà quanti anni fa.

E invece ora ci si trova davanti ad un qualcosa pieno di teatralità, ma sostanzialmente vuoto e molto spesso stancante, sopratutto agli occhi dei forestieri che rimangono affascinati dalla bellezza delle statue, degli addobbi e degli argenti ma che dopo aver visto uscire tre o quattro gruppi sono costretti ad andarsene perché stanchi.

Riguardo i momenti di raccoglimento ci sarebbe da aprire un capitolo a parte. Io capisco benissimo i motivi che spingono un ceto ad effettuare un minuto di silenzio poco prima dell’uscita del proprio gruppo,  ma come al solito sono le modalità ad essere sbagliate. A mio avviso non ha senso iniziare una marcia, stopparla per il minuto di silenzio e poi ricominciarla da capo. Quest’anno addirittura il gruppo de pescatori(La Lavanda dei Piedi), ha iniziato “Ultimo Ricordo”, poi si è fermata per il minuto di silenzio e poi ha ricominciato l’uscita con “Malinconia” per un totale di 18 minuti di uscita.

Per quanto comprendo il motivo del raccoglimento per cui ho tutto il mio rispetto(così come tutti i motivi che hanno spinto tutti gli altri gruppi a fare altrettanto), penso che una cosa del genere è al limite dell’esasperazione.

Qualche anno fa per esempio, sempre il gruppo dei pescatori uscì dalla chiesa senza musica in segno di lutto, così come hanno fatto sempre qualche anno fa il gruppo del popolo e il gruppo dei pescivendoli, marcando in modo decisamente più toccante e più sensato il motivo per cui si era scelto di uscire senza musica.

Ora, io non dico che i minuti di raccoglimento si devono per forza eliminare, ma basterebbe cercare di teatralizzare il meno possibile la cosa, perchè agli occhi dello spettatore, il dolore esasperato diventa pantomima, e non va bene. Calcoliamo poi che per assurdo, se tutti i gruppi dovessero fare un minuto di raccoglimento, la processione partirebbe già da subito con venti minuti di ritardo!!

751Ricordo che nel 2004, l’allora Vescovo Miccichè scrisse una sorta di “Decalogo” da far rispettare alle maestranze per la processione e ricordo pure che io sono stato tra quelli che questo decalogo l’ho criticato perchè a mio avviso sembrava un’ingerenza evitabile, probabilmente perchè avevo in un certo senso fiducia nelle capacità dell’unione Maestranze di organizzare autonomamente la processione dei Misteri, anche se sappiamo benissimo quanto sono state le brutture delle processioni organizzate nel periodo della presidenza D’Aleo(ciacculate, cerimonieri e fascia per esempio), ma indipendentemente dalla figura del presidenze, avevo fiducia in questa macchina organizzatrice.

Mons_Fragnelli

 

A distanza di 11 anni da quel decalogo, a questo punto mi devo ricredere, perché in tutti questi anni, tranne la sobrietà e la compostezza di due processioni svoltesi sotto la presidenza di Leonardo Buscaino, tutto il resto è stato un continuo peggiorare e mai come ora, quel decalogo diventa attuale più che mai, perché si è perso il senso religioso della processione che sembra saccheggiata nella propria anima, ed è per questo che mi auguro in un intervento da parte del Vescovo Fragnelli(che credo quest’anno si sia fatto un’idea precisa di cosa sia l’unione maestranze), per mettere a freno quei comportamenti che hanno reso questa processione una macchietta piena di cambiamenti e sempre più vuota di tradizioni.

259Pur comprendendo i cambiamenti dettati dal tempo che passa, non ho mai compreso certe innovazioni, a volte spiattellate in tv come se i Misteri debbano per forza avere delle novità. D’altra parte basta guardare la ormai consueta diretta che trasmette telesud il giovedì Santo durante la preparazione dei gruppi per capire come è degenerata la processione, che in quell’ora di trasmissione appare peggio di qualsiasi sagra di paese. Eppure in chiesa in quel momento, si sta ripetendo la semplice usanza di “vestire” i Sacri Gruppi, un’usanza piena di attesa che viene smontata in un sol colpo da un’ora di diretta tv, alla quale gli addetti ai lavori si compiacciono di apparire con dichiarazioni superflue e molto spesso totalmente sgrammaticate e senza senso.

 

 

Queste e altre quindi sono state le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere queste mie lunghe considerazioni per le quali chiedo scusa ai lettori; spero soltanto che queste mie considerazioni facciano aprire le menti di coloro i quali stanno distruggendo questa processione, magari causando altre riflessioni per il bene della processione; non si tratta di parlare a vanvera o di attaccarsi alle singole cose, perché è proprio modificando le piccole cose che l’intera processione ne guadagnerebbe in bellezza, ritrovando la semplicità perduta.

 

Francesco Genovese